Anche le donne protagoniste per risollevare le famiglie
Nel 1916 il rialzo dei prezzi e il disagio per il protrarsi della guerra danno origine a gravi agitazioni in provincia. Indiscusse protagoniste di queste manifestazioni sono le donne, angosciate...
Nel 1916 il rialzo dei prezzi e il disagio per il protrarsi della guerra danno origine a gravi agitazioni in provincia. Indiscusse protagoniste di queste manifestazioni sono le donne, angosciate dalla sorte dei loro mariti, figli o fratelli al fronte ed alle prese con una lotta sempre più difficile per la sopravvivenza della famiglia.
A dare manforte alle donne sono i rappresentanti del Partito socialista e delle due Camere del Lavoro (quella unitaria e quella sindacalista).
Il loro obiettivo è da un lato quello di cercare di superare ostilità e indifferenza da parte delle autorità e dall'altro di prestare soccorso ai lavoratori, aiutando le famiglie ad avere notizie dei parenti sotto le armi, assistendo i congiunti dei soldati per ottenere i sussidi, mantenendo rapporti con le amministrazioni pubbliche e i proprietari per la distribuzione del lavoro, raccogliendo fondi e facendo propaganda e pressione sulle varie amministrazioni.
Alle angosce ed alle difficoltà crescenti della popolazione il movimento socialista e le organizzazioni operaie danno voce in più di un'occasione.
Il 23 marzo 1916 a Concordia un centinaio di donne e bambini delle campagne, dopo aver riscosso il sussidio governativo dal locale Comitato d'assistenza civile, protestano per la riduzione dell'aiuto recandosi davanti al Municipio. La riunione si scioglie pacificamente dopo circa un'ora per l'intervento dei carabinieri e del Sindaco Liberio Benatti, che cerca di mediare. L'indomani, venerdì 24, una cinquantina di donne seguite da ragazzi ripete la dimostrazione, approfittando della giornata di mercato.
Verso mezzogiorno il capitano dei carabinieri Andreani, che si trova a Concordia con alcuni militi, riesce a convincere la donne a rincasare. Secondo una nota del prefetto, l'ordine pubblico non viene turbato da questo episodio, anche perché la popolazione di Concordia capoluogo non prende parte ed anzi disapprova “l'inconsulta dimostrazione” durante la quale vengono rotti “pochi vetri di alcuni negozi”.
Le indagini sui “sobillatori” si indirizzano immediatamente sui capi lega delle frazioni e la stazione dei carabinieri viene rinforzata in previsione di possibili nuove manifestazioni.
Fabio Montella
Per saperne di più:
- Fabio Montella, Confucio Basaglia e il socialismo riformista modenese, Modena, Artestampa, 2012;
- Fabio Montella, Modena e provincia nella Grande Guerra, Mirandola, Gruppo Studi Bassa Modenese, 2008.
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