Il primo problema in viale Gramsci resta sempre la droga
Dal condominio R-Nord al parco XXII Aprile resta il disagio Don Dino: «I problemi sono gli stessi del resto della città»
La zona che comprende viale Gramsci, il condominio R-Nord e il Parco XII Aprile è tristemente nota come luogo vittima di delinquenza e degrado. Residenti ed esercenti, nel tempo, hanno più volte denunciato l'enorme frequenza di situazioni sgradevoli, che vanno dalla mancanza di senso civico alla criminalità, legata soprattutto allo spaccio di droga. Alle denunce sono seguite richieste al Comune di interventi atti a migliorare la vivibilità e il senso di sicurezza di chi frequenta il quartiere. Ad oggi, interventi in tal senso sono stati fatti e stanno producendo qualche risultato, ma la strada per uscire dal degrado è ancora lunga.
La poca vivibilità della zona nelle ore serali è ancora una spina nel fianco per molte persone: «Io alla sera non esco di casa, sono prigioniero», afferma un residente.
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«Una volta, qui nel parco, si sono picchiati con una catena, chi ha il coraggio di fermarli…?». In particolare, è soprattutto la sera che avrebbe luogo lo spaccio di droga: «Siamo residenti qui da circa otto anni. Il quartiere è bellissimo, l'unico problema è che non si può venire la sera perché spacciano» fanno presente alcuni abitanti di origine straniera. In alcuni casi, però, lo spaccio può avvenire anche in pieno giorno.
La somma di queste situazioni crea disagio e senso di impotenza nei residenti, e ne mina il quieto vivere: «Come fai a cambiare, che se chiedi a qualcuno di non disturbare sono pronti a litigare? Te ne vai e salvi la pelle».
Per risolvere la situazione, è diffusa la richiesta di maggiori controlli ed interventi da parte delle forze dell'ordine, soprattutto nelle ore serali. Nel frattempo, il Comune di Modena ha introdotto l'illuminazione nel parco XXII Aprile; questa mossa avrebbe permesso una maggiore fruibilità dello stesso nelle ore buie, diminuendo la possibilità di nascondersi ad eventuali malintenzionati: «Prima non si veniva mica, adesso alla sera c'è la luce, veniamo anche dopo cena, quando fa caldo».
Oltre all'illuminazione, nel Parco XXII Aprile vi sono altri interventi nati dalla collaborazione tra Comune e cittadini, come l'installazione di panchine e la creazione di due campi da bocce. Queste aggiunte hanno contribuito alla creazione di un ambiente di convivialità, che facilita l'interazione tra abitanti vecchi e nuovi: «Giocano anche con noi a bocce», commenta un'anziana residente. Il rapporto tra vecchi e nuovi inquilini è un nodo cruciale attorno al quale si svolge la storia recente della zona. Come, e forse più di, molti altri luoghi di Modena, la popolazione locale ha cambiato letteralmente volto negli ultimi vent'anni, con una presenza particolarmente massiccia di nuovi inquilini, provenienti da situazioni economiche, sociali e culturali molto diverse tra loro. Molti dei vecchi residenti non hanno gradito il cambiamento, collegandolo alla presente condizione di degrado; la maggior parte, però, ammette che le accuse sono rivolte a una minoranza dei nuovi residenti, e che la maggioranza sarebbe composta da persone che non danno alcun problema.
Secondo don Dino, il parroco, «bisogna interessarsi ai problemi sociali. Il dialogo con le altre culture è necessario, per il futuro bisogna entrare nell'ottica di convivenza, nel dialogo ci si conosce e si impara a rispettarsi. La situazione, negli anni, è migliorata, grazie all'impegno di molte realtà locali e del Comune. La nostra realtà non è una realtà particolare, ha i problemi del resto della città. E il problema dei drogati non lo si risolve spostandoli, ma attraverso l'impegno e l'aiuto diretto alle persone».
Enrico Vincenzi
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