Cardiologia, altro esposto: esperimenti sotto accusa
Il documento all’attenzione dell’ateneo e della Procura riguarda la gestione di interventi chirurgici effettuati assieme a Sangiorgi. Il ruolo del Comitato Etico
Un altro esposto, dettagliato nei fatti e nelle circostanze, a carico della dottoressa Maria Grazia Modena e di alcuni suoi collaboratori sta viaggiando in questi giorni tra i piani alti dell’università e della Procura. I contenuti? Per ora sono ancora top secret anche se l’ambiente sanitario è in fibrillazione per gli sviluppi che potrebbero portare altro carburante al fuoco che tiene sulla graticola l’ex responsabile della cardiologia del Policlinico.
Questa volta però non si tratta di affari e di denari relativi all’installazione di dispositivi medici, già al centro di un’altra inchiesta che ha portato prima al suo arresto e poi all’udienza preliminare.
La questione economica resterebbe non citata mentre i fatti contestati si riferirebbero alle modalità con cui sono avvenute le sperimentazioni a carico dei pazienti.
Nel documento si fa riferimento a fatti più che documentati, spesso dalle stesse relazioni pubblicate dalle più prestigiose riviste scientifiche come “Heart” e “Forbes”. In altri casi invece si tratta della stessa documentazione del duo Modena-Sangiorgi che nei loro documenti garantiscono il rispetto di regole, autorizzazioni e procedure di sperimentazione scientifica che invece non sarebbero mai avvenute.
Di particolari rilievo sono i consensi del Comitato Etico, che a livello provinciale deve valutare l’opportunità di introdurre farmaci o tecniche operatorie. Bene, i due specialisti scrivono a chiare lettere di avere ottenuto il via libera quando questo non sarebbe mai avvenuto.
I termine della relazione, una ventina di pagine per una trentina di casi esaminati, è asciutto e concede poco alle espressioni colorite, alle polemiche. Di fronte a ogni situazione, documento, il linguaggio medico è volutamente asettico: descrizione, verifica e conclusioni. Quali? Frode scientifica è un termine che ai non addetti ai lavori dice poco. Ma in realtà per ogni ricercatore, specie con ambizioni, è una pietra tombale sulla sua attendibilità, senza contare i rilievi penali e civili. E infatti vengono citate “false dichiarazioni” e persino un “omesso decesso”.
Un esempio chiarisce le contestazioni su cui anche l’ateneo, con il suo attuale cda, sembra glissare dopo aver riammesso all’insegnamento la stessa Modena.
In più riprese, è ripetuto nella relazione, c’è un gioco delle tre carte. Diverse sperimentazioni autorizzate vengono autorizzate come “no profit” e invece non lo erano affatto. Di qui problemi giganteschi anche con le assicurazioni visto che in caso d’incidenti nelle sperimentazioni i risarcimenti sono a carico della struttura sanitaria nel primo caso, mentre diversamente sono a carico delle ditte costruttrici.
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