«Turismo, distretto unico che abbracci tre province»
Zocca. La proposta dell’assessore regionale Melucci all’incontro con i sindaci «La montagna deve ragionare su vasta scala per tornare ad essere competitiva»
ZOCCA. Realizzare un unico distretto turistico della montagna tra Bologna, Modena e Reggio Emilia. A lanciare la proposta è stato, ieri, l'assessore regionale al Turismo, Maurizio Melucci, presente a Zocca nel corso di un incontro pubblico (presso la sala consiliare del Municipio, alla presenza del consigliere regionale Luciana Serri e degli operatori economici del settore) richiesto dai sindaci dei Comuni di Montese (Luciano Mazza), Zocca (Pietro Balugani), Guiglia (Monica Amici) e Marano (Emilia Muratori). L’intervento arriva a conclusione di una stagione estiva che ha segnato un notevole arretramento di posizioni e una netta perdita di presenze di turisti e aveva l’obiettivo di capire quali potessero essere le prospettive turistiche future sui loro territori.
L'assessore regionale Melucci ha, così, affermato che «per essere competitivi sia sul mercato turistico nazionale che su quello internazionale è necessario ragionare su area vasta. La competizione non si può, quindi, giocare su singole località turistiche, ma con un adeguato sistema territoriale, perché è più credibile ed è maggiormente capace di stare sul mercato. La legge nazionale del turismo consente di organizzare il turismo per distretti». Questo futuro distretto della montagna, secondo Melucci, ha sicuramente un certo appeal non solo sul territorio nazionale ma anche su scala estera dal momento che «possiamo unire ambiente, agricoltura, gastronomia e artigianato a brand internazionali di alta qualità tecnologica e reputazione come Ferrari, Ducati, Lamborghini che sono qui vicino».
Questa struttura deve, però, «essere a burocrazia zero, dal momento che deve essere solo ed esclusivamente una cabina di regia dove gli attori pubblici e quelli privati trovano una sorta di camera di concertazione per riuscire a creare insieme l'appeal turistico adeguato a questo macro territorio».
Melucci ha anche ribadito che ognuno, dei soggetti interessati e coinvolti, «deve fare la propria parte e il proprio mestiere: gli amministratori pubblici devono preoccuparsi di migliorare i servizi e l'attrattività dei paesi ma non devono occuparsi di promozione ed accoglienza, le associazioni di categoria devono aiutare le imprese e gli imprenditori fare impresa».
Per fare questo, secondo l'assessore regionale al Turismo, «occorre pensare a forme organizzative innovative come la rete d'impresa e i club di prodotto».
In pratica, il territorio deve riuscire a promuoversi attraverso i soggetti presenti in loco, come gli alberghi, gli agriturismi, le aziende agricole, i caseifici, l'artigianato locale.
«Sono gli imprenditori - ha continuato Melucci - che, uniti in una rete, si devono promuovere e sapere vendere i loro prodotti».
In altre parole, gli imprenditori devono imparare a camminare con le loro gambe e proprio per questo motivo, secondo Melucci, i Comuni devono restare fuori da questa attività.
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