Confindustria, ecco le deleghe di Caiumi
A Galassini l’internazionalizzazione, a Giuliana Gavioli ricerca e innovazione. a Vandini credito, finanza e fisco
La squadra era già stata definita, ora è arrivata la spartizione dei compiti. Sono state definite le diverse deleghe ai consiglieri di Confindustria Modena, nella nuova composizione voluta dal presidente Valter Caiumi, che è entrato in carica nello scorso giugno.
È infatti ripresa l'attività associativa degli industriali modenesi e con il consiglio direttivo si è definita la prima tornata di deleghe. Al vicepresidente Massimo Galassini, presidente di Usco, è andata la delega all’internazionalizzazione. Al vicepresidente Giuliana Gavioli, direttore risorse umane della B. Braun Avitum Italy, quella a ricerca e innovazione; al vicepresidente Gian Luca Sghedoni, amministratore delegato di Kerakoll, quella ad ambiente, energia e infrastrutture. Il presidente dell'Ance di Modena Stefano Zaccarelli, presidente della AeC Costruzioni, si occuperà di semplificazioni. Mentre il presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena, Elena Salda, vicepresidente di Cms, di welfare, responsabilità sociale d’impresa e legalità. A Paolo Cavicchioli, amministratore delegato di Doxee, è andata la delega all’education e a Mauro Vandini, amministratore delegato di Marazzi Group, quella a credito, finanza e fisco.
Ci sono ancora deleghe in via di definizione, che saranno attribuite nelle prossime settimane. Ma a questo punto il più è fatto. Ora non rimane che procedere con l'attuazione del programma che Caiumi ha annunciato al momento della sua elezione. A partire dalla fusione in Confindustria Emilia (Modena, Reggio Emilia e Bologna) «un traguardo non più rinviabile», erano state le parole dello stesso Caiumi. E ancora: l'attenzione alla proiezione internazionale del sistema produttivo modenese, rendere dunque le imprese capaci di affrontare la complessità dei mercati esteri, la vera sfida per emergere da una crisi che ancora si fa sentire. Senza dimenticare, tra le altre cose, l'attenzione alle reti d'impresa, per rafforzare le realtà più deboli e piccole e alle infrastrutture, il cui sviluppo – Caiumi ha citato come esempio il polo intermodale di Marzaglia – soffre di un ritardo non più sostenibile per il mondo imprenditoriale.
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