Due modenesi portano Google Maps nelle aziende
Fabrizio Chryek e Francesco Veronesi creano percorsi con foto stile “street view” per far conoscere e promuovere le imprese e le attività economiche sul web
Vi siete mai chiesti come si fa a entrare nel mondo di Google? Lo abbiamo domandato a Fabrizio Chryek, professionista dello scatto modenese, da quest’anno parte della “famiglia” di Mountain View come fotografo certificato. Fabrizio, assieme al collaboratore Francesco Veronesi, si occupa di tour virtuali o meglio di Google Business View. Una “traduzione” della celebre Street View per le attività commerciali. «Tutto è nato verso Natale - ha raccontato Fabrizio, formiginese di nascita ma modenese d’adozione - quando ho letto un piccolo annuncio di Google. Ho presentato la domanda, poi mi hanno risposto dandomi un’opportunità. Ho studiato, poi l’avventura vera è partita verso metà luglio».
Da allora Fabrizio si presenta in negozi e aziende per proporre percorsi virtuali che presto vengono caricati in rete e divengono “social”. «Dapprima facciamo un sopralluogo - ha aggiunto il professionista - per vedere quante fotografie dobbiamo fare. Abbiamo una tecnologia certificata da Google e una macchina digitale con un’ottima qualità e un obiettivo speciale. Le foto, infatti, sono a visione sferica, come quelle che siamo abituati a vedere con Street View. La macchina è posizionata su un cavalletto e poi ci si muove passo dopo passo.
Normalmente in massimo due ore il servizio è finito e poi è presto online». Pegman, l’omino giallo inventato da Google, “entra” nei negozi per dare maggiore visibilità. «È un percorso che avevo iniziato già diversi anni fa - ha raccontato Fabrizio, fotografo pubblicitario dal 1998 - solo che adesso il colosso mondiale del web ha reso la tecnologia più fruibile. Con 300 euro un piccolo negozio può avere un tour virtuale da utilizzare sul sito, nella newsletter, da comunicare su WhatsApp e con tutti i social media. Consiglio di fare le foto mentre faccio il virtual tour e pubblicarle su Facebook: così si ha subito visibilità». «È come un racconto - ha aggiunto Francesco, esperto nella promozione sul web - che va sempre rinnovato. Si può pensare a giochi collegati, a newsletter, a collegare il tour virtuale nella home page o a metterlo proprio in bacheca». “Quello che vedi è quello è” è la logica alla base del progetto.
«Piace molto alle grandi aziende - ha ripreso Fabrizio - e ci sono paesi che stanno facendo il possibile per incentivare il piccolo commercio nel centro storico e rivitalizzare l’economia. È anche una possibilità per i giovani». Oltre all’attrezzatura, il colosso americano richiede passione, almeno trenta ore settimanali da dedicare all’impegno, capacità di vendita e un sito web di fotografie aziendali. «La professionalità è a livelli astronomici - ha concluso Fabrizio - c’è una pianificazione impressionante. Se hai un problema trovano un sistema per superarlo, o l’hanno già risolto. Hanno procedure da marines, ho dovuto superare un esame di teoria e uno di pratica che dura nel tempo. Sono molto rigidi: puoi essere professionista da tempo, ma se sbagli sei fuori. Però come fotografo certificato posso prendere parte al più grande progetto di mappatura fotografica nella storia dell’umanità».
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