Ex negozio Anceschi venduto a società immobiliare francese
Su due piani sotto i portici all’angolo con Corso Fanti Futuro incerto per palazzi vuoti o dov’era il Supercinema
Un immobile di prestigio del centro storico della nostra città è diventato di proprietà francese. Si tratta degli spazi occupati in precedenza dal negozio della famiglia Anceschi, punto di riferimento negli anni passati, nel campo dell’abbigliamento classico e da cerimonia. La famiglia Anceschi, che occupava lo storico edificio di pregio collocato all’angolo tra corso Fanti e piazza Martiri, ha appena venduto, con una trattativa conclusa a Milano, il negozio che occupa una grande superficie spalmata su due piani. L’acquirente è un importante gruppo immobiliare francese che fa capo ad un noto imprenditore, il quale ha più proprietà collocate in diverse città d’Italia, tra cui Trieste, e una trattativa in corso a Modena. «Confermo che abbiamo chiuso da poco la trattativa – conferma Rita Anceschi, precedente comproprietaria dell’immobile dove sorgeva il negozio di famiglia – Ora, questo gruppo francese dovrà affittare gli spazi, occupati da noi dal 1932 fino agli ultimi anni in cui abbiamo deciso di chiudere. Prima di procedere a questa trattativa si sono fatti vivi in tanti soggetti che avrebbero voluto aprire attività di tutti i tipi: dall’abbigliamento alla ristorazione. Poi, si è trattato in larga parte di pour parler, perché il negozio è grande e, di conseguenza, la sua gestione è impegnativa, in particolare dal punto di vista economico. Per quanto riguarda gli spazi occupati in precedenza dal nostro negozio mi auguro, innanzitutto, che vengano occupati. Poi, dal mio punto di vista, vedrei bene un ristorante, o comunque un’attività che sia in grado di aggregare persone in quel meraviglioso angolo di centro storico». Dello stesso avviso Enrico Vellani, agente immobiliare che si è occupato della compravendita dell’ex negozio Anceschi che, nei mesi scorsi, è stata anche la sede del comitato elettorale del sindaco Alberto Bellelli. Quegli spazi sarebbero perfetti per un’attività di somministrazione, quale un bar, ma anche per una cartolibreria – sostiene Vellani – qualcuno, intenzionato ad aprire proprio una cartolibreria, aveva telefonato, poi, però l’ipotesi, per il momento, è sfumata perché non si è più fatto vivo». Per un palazzo di pregio acquistato in centro, ce ne sono altri certamente oggetto di interesse ma che per il momento rimangono vuoti. Come il palazzo storico occupato anni fa dall’Ina Assitalia, in piazza Garibaldi. O il grande condominio di via Rodolfo Pio, di fronte alla Biblioteca Loria, che una volta ospitava il supercinema 70, il locale l’Officina, divenuto poi la Mistica trasferitasi in via Battisti, e diversi appartamenti e altre attività commerciali. Davanti a questo immobile sono sparite le delimitazioni perché è terminata la messa in sicurezza post sisma. Da quanto si sa resta invenduto anche il primo piano dell’immobile di piazza Martiri dove una volta era in affitto il Pci, così come un’altra palazzina di corso Fanti. «Tutti gli strumenti che sono nella mano pubblica, che servano per rendere ancor più appetibile il nostro centro li useremo – commenta il vice sindaco Simone Morelli, assessore al centro storico – Mi riferisco in particolare agli strumenti di leva fiscale e urbanistica che dobbiamo mettere in atto per favorire la sinergia pubblico privato, come abbiamo dimostrato di sapere fare nel caso del Carpi c’è, la cosiddetta ‘notte bianca».
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