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Medici di famiglia «Le nuove ricette? Una scelta vincente»

di Stefano Luppi
Medici di famiglia «Le nuove ricette? Una scelta vincente»

La dottoressa Maria Grazia Bonesi non usa più la carta «Servirà tempo, specie per gli anziani, ma funzionerà»

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«Per assurdo in questa fase intermedia per giungere alla ricetta rossa elettronica l'uso di carta è maggiore, visto che il promemoria temporaneo è più largo del vecchio foglio con la nostra prescrizione. Ma in futuro ci saranno molte agevolazioni con il nuovo sistema».

Parole di Maria Grazia Bonesi, medico di famiglia a San Cesario che da alcune settimane non emette più la normale ricetta rossa da portare in farmacia ma rilascia un promemoria che entro un paio d'anni verrà abolito. Da quel momento dopo la visita dal medico di famiglia - e successivamente anche per quanto riguarda gli specialisti - la prescrizione farmacologica verrà inserita via computer sulla tessera sanitaria. Occorrerà poi recarsi in farmacia dove a ognuno saranno dati i farmaci prescritti. Finora a Modena e provincia sono 150 i medici già abilitati alla ricetta rossa, su un totale di oltre 500; per la fine dell'anno tutti saranno passati al nuovo metodo.

Dottoressa Bonesi funziona il nuovo sistema?

«"Abbastanza, anche se noi ad esempio abbiamo dovuto modificare alcune procedure di ufficio e in alcuni casi, in base alle loro esigenze, i pazienti hanno tempi più lunghi. Credo però che alla fine con l'eliminazione della carta ci saranno molte migliorie del sistema».

Quali?

«A parte l'organizzazione dell'apparato medico, l'utente ne trarrà benefici perché avrà sempre la possibilità di avere con sé e consultarla anche personalmente proprio come avviene con il conto corrente bancario via computer tutta la sua storia clinica. Per noi invece è fondamentale avere in comune tutti gli esami e l'anagrafica dei pazienti, anche per i controlli burocratici che sono previsti. Un altro pregio riguarda il fatto dell'acquisto del farmaco che per tutti potrà avvenire in ogni farmacia d'Italia non limitatamente alle farmacie della propria regione come accade ora».

Difetti del sistema?

«Paradossalmente in questa fase intermedia produciamo più carta con l'emissione del promemoria che è un foglio A4 dunque più grande della ricetta rossa, ma appunto è una fase temporanea».

Come hanno reagito i suoi pazienti?

«I più giovani pensano, come me, che l'informatica sia utilissima. Naturalmente invece ai più anziani devo spiegare più volte di che si tratta. Sul promemoria è stampata anche la metodologia di assunzione del farmaco, mentre quando tutto sarà digitalizzato il farmacista magari indicherà sulla scatola del farmaco la posologia. Questo problema non ci sarà con le visite a domicilio dove la ricetta di carta resterà anche perché in alcuni casi occorre informare i parenti del malato. Tra alcuni anni, inoltre arriveranno anche i tablet ma è presto per parlarne».

Lei scriverà via computer la ricetta e poi che accadrà in farmacia?

«Quando tutto sarà automatico tramite il codice cliente che appare sulla propria tessera il farmacista accederà al cloud dei dati dove individuerà la persona cui deve rilasciare i farmaci: lì ci saranno le prescrizioni».

Voi medici spesso avete una calligrafia "difficile", ora smettete di scrivere...

«Io scrivo male e ho fatto il medico apposta, scherzi a parte in questo modo si elimineranno gli errori di lettura della calligrafia che spesso si verificavano nel nostro settore».

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