Richetti in Procura per l’archiviazione: «Spese legittime»
L’ex presidente della Regione si è fatto ascoltare dai giudici per chiarire la propria posizione: gli contestano 5.500 euro
Come Stefano Bonaccini, anche il suo ex sfidante alle primarie del centrosinista per le regionali in Emilia-Romagna, Matteo Richetti, chiederà che la propria posizione venga stralciata e mandata verso una richiesta di archiviazione dai Pm che lo hanno indagato per le spese del consiglio regionale.
«Valuteremo gli elementi raccolti alla base anche di quello che abbiamo dichiarato oggi - ha detto il suo legale, avv. Gino Bottiglioni, al termine dell'interrogatorio - poi nei prossimi giorni presenteremo richiesta di archiviazione».
Ai giornalisti che gli hanno domandato se Richetti avesse chiarito ai Pm anche le spese legate a pernottamenti in hotel a Riva del Garda, a quanto risulta per partecipare ad un appuntamento di VeDrò, l'associazione legata ad Enrico Letta, il legale ha risposto: «Abbiamo chiarito».
Dall'indagine sulle spese del consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna, che in questi giorni sta procedendo con le prime audizioni di indagati, Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, sentiti su loro richiesta, emerge una complessità di fondo nella lettura delle 36 mila voci di spesa vagliate dalla Gdf, ma anche una mancanza di regole chiare nei rimborsi, una sorta di confusione contabile nella rendicontazione delle spese da parte dei consiglieri dei gruppi.
I Pm che, dopo oltre due anni di accertamenti delle Fiamme Gialle, hanno iscritto altri consiglieri per peculato oltre ai nove capigruppo indagati da ottobre 2013, hanno potuto constatare come non ci fossero parametri chiari sul concetto di inerenza delle spese all'attività di consigliere.
Ogni spesa messa a rimborso era di fatto una valutazione soggettiva, lasciata alla sensibilità del singolo. Dalle indagini, inoltre, non emerge nemmeno che ci fosse un controllo particolare, visto che non risultano di casi significativi di restituzione di soldi spesi impropriamente. Non è escluso che per sbrogliare ulteriormente la questione, vengano convocate persone a cui veniva passata la documentazione che attestava le spese, anche se la responsabilità individuale di eventuali illeciti sarebbe comunque in capo ai singoli politici.
Intanto Roberto Balzani, candidato alle primarie di centrosinistra, ha lanciato all'avversario, Stefano Bonaccini, l'invito a confrontarsi sulle rispettive proposte progettuali di fronte ai lavoratori della Regione. «Auspico - ha detto Balzani - che Bonaccini sia disponibile a questo confronto quelli che rappresentano la spina dorsale dell'amministrazione regionale. Diversamente, da parte mia vi sarebbe comunque l'intenzione di incontrare i lavoratori di viale Aldo Moro, per presentare il programma e la visione di una Regione che torni ad essere un Ente di progettazione, a partire dalla lettura e dall'analisi dei processi che toccano i territori».
Stefano Bonaccini riparte dalla Romagna, dove l'avversario Stefano Balzani sta mietendo consensi.
Dopo la pausa forzata in seguito al ricovero per il malore da stress che l'ha colpito domenica sera, il segretario regionale del Pd sta compilando l'agenda della sua campagna e ha deciso di dedicare alla Romagna, già a cominciare da oggi, tutto il weekend, partendo da una passeggiata sulla darsena di Ravenna, poi sarà a Rimini. (d.b.)
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