«Tesoro da sequestrare» Il giudice dice: “vedremo”
Richiesta della Direzione Antimafia per colpire tutto il patrimonio della famiglia Case, quote societarie, conti correnti eppure il tribunale vuole approfondire
Come può una famiglia vivere per oltre 30 anni spendendo più di quanto guadagna? E il passivo non è di qualche decina di euro, ma bensì di migliaia, talvolta centinaia di migliaia. Eppure la famiglia di Rocco Antonio Baglio, dal 1981 al 2012, ha sempre mantenuto un tenore di vita abbondantemente al di sopra della media statistica. Prendiamo ad esempio il 2012 dove, a fronte di un dichiarato da oltre 49mila euro si registrano acquisti per quasi 140mila che portano l’indice complessivo ad una perdita di 123mila euro. E sulla famiglia del pensionato, residente a Fiorano, nel Modenese conosciuto da anni per essere tuttora imputato negli affari immobiliari di Serramazzoni e prima ancora per truffe varie, minacce e traffico d’armi, c’è un consistente report della Direzione Investigativa Antimafia, consegnato in procura a Bologna e che si conclude con la richiesta di sequestro di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà della famiglia.
Una richiesta avanzata diversi mesi fa e che è ferma al tribunale. Le proposte di sequestro di solito vengono rigettate o accolte dai giudici in tempi brevi. In questo caso però il collegio di Modena ha scelto una strada davvero inusuale. Di fronte alla richiesta ha convocato le parti. In questo modo gli avvocati delle società di Baglio sono venuti a conoscenza dei sospetti contenuti nel report dell’antimafia. Nulla di irregolare, ma di solito il giudice chiamato a decidere sul sequestro, prima valuta se sequestrare o archiviare la posizione e poi fissa l’udienza. Nel frattempo ci sono state già due sedute e altrettanti rinvii. La prossima è fissata per il 6 novembre.
Il patrimonio di Rocco Baglio non si può aggredire direttamente in quanto non possiede pressoché nulla se non qualche terreno a Cittanova (Reggio Calabria), un’abitazione popolare a Polistena (Reggio Calabria) e l’impresa “Il Futuro” con sede sempre in Calabria. Secondo gli accertamenti degli inquirenti sono invece i familiari ad aver intestato proprietà e ricchezze al fine di evitare un blitz di sequestro al capofamiglia. Addirittura, si ipotizza nel rapporto, il 72enne Baglio avrebbe simulato anche la separazione dalla moglie Francesca Politano che “è rimasta residente e convivente con lui fino all’inizio del 2013”. Gli accertamenti hanno evidenziato “in più occasioni come gli ex coniugi di fatto non avessero mutuato la loro condizione di convivenza more uxorio”. E anche dopo il trasferimento della Politano a Viano (Reggio) si evince come la donna “manterrebbe un comportamento tale da far supporre che mantenga una residenza di facciata nel citato Comune, continuando di fatto a vivere con il marito”.
Ed è proprio la Politano ad avere in carico buona parte del patrimonio dei Baglio: cantine a Fiorano, terreni a Baiso, un’abitazione a Viano, auto, conti correnti e deposito titoli in diverse banche del territorio oltre che, in qualità di socia al 40% della Edil Manuela (ossia la “cassaforte di famiglia”) di terreni e magazzini a Fiorano e Castelnuovo e come titolare del 97% della Orione 2000 srl di terreni a Formigine. E a proposito di Castelnuovo diventa curioso raccontare di un affare che ha garantito una plusvalenza economica da capogiro. Nel 1993 il capannone in questione venne acquistato per 18 milioni di lire. Nel 2004 la Politano lo vende alla Edil Manuela per 142mila euro attraverso un contratto di leasing con una società. Un aumento del 1428% che non trovano riscontri né dal valore di mercato e neppure per le “migliorie apportate tra il 1993 e il 2004 a fronte di costi non rilevabili”.
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Ma nel mirino della Direzione Investigativa Antimafia un ruolo di livello ce l’hanno tutte le donne della famiglia, in quanto intestatarie di numerosi beni. Prendiamo ad esempio Patrizia Giorgio, moglie di Michele Baglio, che ha depositi titoli in banca, auto ed è soprattutto titolare del 99% delle quote della Le Ragazze sas, che gestisce pubblici esercizi di ristorazione come bar e ristoranti. Oppure è il caso di Maria Baglio, che detiene il 22,5% di quote della Edil Manuela, acquistate nel 1993 quando il padre Rocco veniva arrestato. Alla Edil Manuela è intestata anche la palazzina di via del Commercio a Fiorano dove parte della famiglia Baglio ancora risiede. Tutti beni che i magistrati vorrebbero sequestrare, ma servirà tempo prima che il giudice, semmai, dia il via libera.
@giovannitizian
@francescodondi
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