«Legge di parità, ora fatti concreti»
Contrasto alla violenza e uguaglianza in consiglio: «Servono finanziamenti»
«Una Legge quadro nata da un percorso partecipato rigoroso che ha coinvolto e recepito le indicazioni di associazioni, centri antiviolenza, sindacati e cittadini. Una legge lontano da ogni ridondanza normativa perché parte da casi concreti e si pone obiettivi concreti: il contrasto alla violenza di genere e l’affermazione di politiche di parità in ogni ambito».
Lo ha affermato Roberta Mori, presidente della Commissione assembleare per la parità illustrando al consiglio comunale di Modena la Legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere approvata lo scorso giugno dall’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna.
Mori ha quindi illustrato alcuni esempi di come la legge, che intende costituire «la piattaforma su cui costruire le politiche di parità», ha accolto stimoli e indicazioni della società civile: «Dall’introduzione della doppia preferenza di genere e dell’obbligo di parità tra i generi nelle liste per rafforzare il ruolo politico e istituzionale delle donne a un approccio di genere per la cura e l’assistenza sanitaria di tutti e tutte, perché, ad esempio, certi protocolli medici sperimentati solo sui maschi 35enni non sortiscono la stessa efficacia sulle donne; dall’attenzione verso il linguaggio per orientare diversamente l’immagine femminile data dai media all’Osservatorio nazionale contro la violenza di genere fino a strumenti tesi a rafforzare il ruolo delle associazioni femminili e di tutti quei presidi socio culturali che aiutano a difendere una cultura che prevenga la violenza sulle donne».
A introdurre Roberta Mori è stata l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena Ingrid Caporioni che nel suo intervento ha tra l’altro auspicato «investimenti regionali per intraprendere le azioni adottate nella Legge e che, in questa legislatura, si possa finalmente inaugurare la Casa delle donne».
La presidente del consiglio Francesca Maletti ha, inoltre, ringraziato anche «il consiglio comunale precedente per il lavoro svolto a favore della Legge e ha ricordato l’azione culturale che ha aiutato Comune e Azienda Usl a creare una rete locale di contrasto alla violenza di genere, tesa a rimuovere le cause e a aiutare le vittime».
Caterina Liotti, consigliera e coordinatrice della Conferenza provinciale delle Democratiche, ha spiegato: «Le nostre città sono abitate innanzitutto da donne e uomini, di età e culture differenti. Per migliorare l'efficacia delle risposte politiche ai bisogni della nostra comunità, di questo dobbiamo sempre tenere conto, sia che parliamo di lavoro, occupazione, sicurezza, salute, sviluppo della città e dei suoi servizi. Collaborando fattivamente per la messa in campo di tutte le azioni utili per sostenere la realizzazione dei principi e delle norme contenute nella legge regionale il Comune di Modena sceglie di puntare sulle donne quale elemento di innovazione e di sviluppo. Potremmo anche sostenere che il consiglio comunale oggi completi il percorso avviato nel maggio 2013, con l'adesione alla proposta di legge di iniziativa popolare per la creazione di una rete regionale contro la violenza di genere».
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