Ma nella nostra provincia si concentra il cuore dei prodotti più appetiti e copiati
Francesco Vincenzi, presidente della Coldiretti di Modena, allarga sconsolato le braccia: «Se il fatturato dei prodotti agroalimentari pirata è di 60 miliardi all’estero, quello dei prodotti...
Francesco Vincenzi, presidente della Coldiretti di Modena, allarga sconsolato le braccia: «Se il fatturato dei prodotti agroalimentari pirata è di 60 miliardi all’estero, quello dei prodotti contraffatti per la nostra regione è di 8 miliardi. E visto che la nostra provincia è quella dove c’è la maggior concentrazione di prodotti tipici, è sicuramente la più colpita dalle sofisticazioni». I conti sono presto fatti: visto che tra Secchia e Panaro vengono prodotti prosciutti e salumi tipici, Parmigiano Reggiano, lambrusco e balsamico, tutti prodotti ad alto valore aggiunto, una stima prudente porta il danno di mancate vendite attorno ai 3 miliardi. Di euro, ovviamente. Che tradotto in altri termini potrebbe significare: «All’estero credono di comprare i nostri prodotti più famosi e invece portano a casa robaccia a caro prezzo che non porta a Modena un euro e che danneggia la nostra qualità».
Vincenzo Cremonini preferisce evitare le polemiche dirette e glissa anche sull’embargo russo: «Su quel mercato, che era molto promettente, abbiamo un ruolo sostanziale nella distribuzione e quindi abbiamo sostituito i prodotti da nazioni sotto embargo con altri da altre parti del mondo» taglia corto. E poi aggiunge: «Per difendere i nostri prodotti tipici la strada è quella della filiera chiusa, dobbiamo essere tutti uniti». (s.c.)
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