Museo della Resistenza, slitta l’apertura
Montefiorino. Il vicesindaco: «Si sposta ancora la data, i lavori di allestimento sono molto complessi»
MONTEFIORINO. Avrebbe dovuto essere inaugurato questa domenica, il 21 settembre, ma l’evento viene un’altra volta posticipato poichè l’allestimento non è ancora terminato. Si tratta del museo della Resistenza di Montefiorino, che troverà collocazione nella rocca medioevale, e nel cui comitato scientifico c’è anche Fabio Manfredi, figlio dello storico Valerio Massimo Manfredi.
Ad annunciare la posticipazione dell’apertura ufficiale del museo è lo stesso vicesindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, che fin da quando rivestiva la carica di primo cittadino ha fortemente voluto la nascita della struttura espositiva. «Purtroppo ci troviamo costretti a rinviare ancora una volta l’apertura del museo - ha spiegato Paladini - siamo molto dispiaciuti e ci scusiamo con i cittadini, con le associazioni che hanno partecipato al progetto e con tutti coloro che attendono con ansia l’inaugurazione di questo importante e significativo punto di riferimento per la ricostruzione storica e il consolidamento della memoria di quegli anni. Ammetto di avere sottovalutato le difficoltà e la complessità di un allestimento all’avanguardia, come sarà quello del nostro museo. Si tratta di un allestimento museale multimediale fondato su ricerche accurate e la messa a disposizione di fonti documentali originali e uniche nel loro genere; allestimento che ha richiesto tempi più lunghi del previsto, anche per la necessità di fare arrivare le fonti documentali da tutta Italia. In proposito, colgo l’occasione per ringraziare l’Istituto Luce, il quale, benchè con tempi lunghi, ci ha fornito materiale irrinunciabile e preziosissimo. Peraltro, i materiali che abbiamo raccolto, non sempre ci sono arrivati nelle forme già consone per i sistemi multimediali approntati e quindi è stato necessario anche rielaborarle. Siamo comunque convinti che l’opera, quando sarà conclusa e fruibile al grande pubblico, avrà uno spessore e un’originalità tale da farci perdonare tutto il ritardo. Il costo complessivo dell’opera si attesta sui 200mila euro, di cui 12mila a carico del Comune; la restante cifra è stata coperta dalla Fondazione Cassa di Risaprmio di Modena e da donazioni di privati e imprese locali e provinciale cui va tutta la nostra riconoscenza. I lavori sono dunque estremamente avanzati - conclude Paladini - e l’apertura avverrà in tempi stretti, sicuramente entro l’anno. Per la cerimonia che vogliamo organizzare per l’inaugurazione ufficiale attendiamo invece di conoscere le disponibilità di alcune alte cariche dello Stato e personalità che abbiamo invitato».
Claudia Benatti
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