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«StopOpg, fermare gli ergastoli bianchi»

«StopOpg, fermare gli ergastoli bianchi»

«Le nuove strutture devono assicurare la cura e non ridursi a luoghi di custodia. E le Rems non sembrano vere alternative»

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A proposito del superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari un’intervista di Giovanna Del Giudice, portavoce del Forum Salute Mentale.

Quando e come è nata la campagna StopOpg?

«La campagna, un cartello di 40 associazioni promosso dalla Cgil e dal Forum Salute Mentale, nasce nel 2011 a seguito del Forum Salute Mentale svolto ad Aversa. Con l'obiettivo di riuscire a far chiudere una volta per tutte gli Ospedali psichiatrici giudiziari, istituti che ormai sono del tutto inaccettabili per loro natura e per l'incongrua legislazione che continua a sostenerli. Noi vorremmo il superamento definitivo dei fondamenti giuridici, tecnici e scientifici che permettono agli Opg di continuare ad operare: principalmente le norme del codice “Rocco”, che sanciscono percorsi “speciali” per persone con problemi di salute mentale che hanno commesso reati».

Il primo aprile 2014 scadeva il termine fissato dalla legge per la chiusura degli Opg poi il Governo ha approvato la legge 81/2014 che ne proroga l'apertura fino al 2015. StopOpg cosa ne pensa?

«La questione centrale è il come si chiudono gli Opg non solo il quando. StopOpg ha accompagnato le azioni della Commissione parlamentare d'inchiesta e gli atti legislativi che da questa sono derivati, mantenendo un ruolo attento e sempre critico. L'ulteriore proroga ha introdotto precisi vincoli per favorire le dimissioni e le misure alternative alla detenzione attraverso progetti personalizzati per gli utenti».

Qual è il suo parere rispetto alle strutture alternative agli Opg, proposte dalle varie Regioni?

«Ho letto molte delibere regionali di istituzione delle Residenze per le misure di sicurezza detentive, le cosiddette “Rems”. A mio parere non si tratta di vere alternative agli Opg ma di una loro regionalizzazione: propongono strutture organizzate intorno alla pericolosità, recintate da muri e reticolati, con accurati sistemi di videosorveglianza e sistemi di controllo sofisticati. E poi la maggior parte delle Rems conta 40 posti, numero che non permette reali interventi di cura e riabilitazione delle singole persone, ma solo una loro custodia».

Quali saranno le prossime iniziative di StopOpg?

«Attualmente siamo impegnati in un confronto con il Ministero della Salute, quello di Grazia e Giustizia e col Parlamento per una modifica delle leggi esistenti che porti a un reale superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari. A tal fine chiediamo che vengano rafforzati i Servizi di Salute Mentale anche in termini di personale, ribadendo la necessità di tenere distinti i concetti e le prassi di cura e custodia».

Cosa accadrà nei prossimi mesi?

«Sappiamo che questa legge non ha sciolto i nodi giuridici che sostengono l'Opg e che quindi continueranno nuovi ingressi finché non si modifica il codice penale. Ma è stata certamente migliorata l'attuale normativa, con modifiche significative alla Legge 9/2012. Si apre una nuova fase per applicare le nuove norme nello spirito della “legge 180”. Perciò i programmi delle Regioni possono e devono spostare attenzione e investimenti dalle Rems (i mini Opg) ai percorsi di cura e riabilitazione individuali, necessari per evitare l'internamento e che, potenziando i servizi socio-sanitari territoriali, servono a tutti i cittadini. La legge va applicata bene anche per scongiurare ulteriori proroghe».

a cura di Radioliberamente

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