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caso novi park

Il Comune: «Verificheremo i nuovi soci»

di Davide Berti
Il Comune: «Verificheremo i nuovi soci»

Cambierà la compagine societaria di Modena Parcheggi: meno costruttori e più quote ai gestori, ma servono soldi

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La notizia del cambio di gestione del Novi Park ad appena due anni dalla firma del primo contratto e con 39 anni di gestione ancora davanti ha provocato un vero e proprio terremoto ma non ha colto di sorpresa diretti interessati, addetti ai lavori e amministrazione comunale. Il Novi Park è prossimo ad un cambio di gestione, come scritto ieri dal nostro giornale, se si riuscirà a trovare un soggetto compratore che possa entrare in modo consistente, e quindi con un capitale allo stesso modo importante, nella società di gestione, vecchia o nuova che sia. Il tutto dovrebbe configurarsi entro l’anno e trattative sono già in corso.

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Trattative che preoccupano il Comune, che ieri non ha potuto fare altro che prendere atto della notizia, già nota a più livelli in piazza Grande. Nessuna smentita ma una frase eloquente e inequivocabile alla luce dei cambiamenti societari che avverranno in Modena Parcheggi, la società per azioni titolare della gestione: «L’amministrazione è attenta a eventuali modifiche della compagine societaria di Modena Parcheggi il cui incarico è definito dalla concessione relativa alla progettazione, costruzione e gestione del parcheggio interrato e opere collaterali nonché di interventi di riqualificazione del sistema di sosta su strada».

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Il Comune ha voluto anche puntualizzare che rimarrà comunque proprietario dell’immobile, nella fattispecie il parcheggio, spostando l’asse del ragionamento ma non il problema: «Il complesso del Novi Park non è in vendita. La struttura, infatti, è di proprietà del Comune di Modena ed è affidata per la gestione alla società Modena Parcheggi che ha realizzato l’infrastruttura, inaugurata nel luglio del 2012. La gestione è affidata per il periodo di 41 anni e due mesi durante il quale sono previsti ulteriori investimenti per la manutenzione straordinaria».

Appunto, la conferma arriva proprio dal Comune: per i prossimi 39 anni l’amministrazione non beneficerà in alcun modo del parcheggio e non potrà decidere nulla, non avrà in disponibilità il bene.

Ben diversa è la proprietà dalla gestione, come già spiegavamo ieri, e il problema è proprio chi andrà a gestire. La governance di Modena Parcheggi rimarrà in mano ai modenesi. Tutto è da verificare, ed è quello che sta cercando di portare a casa Gian Carlo Muzzarelli. Il sindaco, infatti, impegnato in prima persona nel tutelare il Comune, vorrebbe risolvere la partita, che dura già da alcune settimane, al massimo entro la fine dell’anno.

Modena Parcheggi spa è la società di progetto concessionaria del Comune di Modena per la “progettazione definitiva, esecutiva, la costruzione e gestione del parcheggio interrato del Parco Novi Sad e opere collaterali, nonché per gli interventi di riqualificazione del sistema di sosta su strada del Comune di Modena”. E con tutta probabilità i cambiamenti societari che avverranno nelle prossime settimane, anche per ridurre la complessità dell’operazione, saranno sempre sotto il nome di Modena Parcheggi. Nessun cambio di convenzione, quindi, ma semplicemente, si fa per dire, una modifica alla struttura della spa.

Oggi, infatti, il pallino del gioco è per lo più in mano ai costruttori (Cmb, Cdc, Ccc, Acea, Generali Due, Scianti e Cesa), che cederebbero il passo, avendo terminato i lavori di costruzione, rimanendo con una percentuale irrisoria per le sole manutenzioni. Chi andrebbe ad accrescere il suo valore in Modena Parcheggi sarà invece chi ha, nel know-how aziendale, la gestione di strutture come il Novi Park. E dentro Modena Parcheggi, tanto per citarne un paio, ci sono Parcheggi e Saba che di mestiere fanno questo e non i costruttori. Ma detta così è troppo semplice. Serve comunque chi dovrà mettere denaro contante nell’operazione, e non sarà una cosa semplice. Ecco perchè un pool di esperti è al lavoro già da qualche tempo per arrivare ad una soluzione che possa essere il più possibile condivisa dalle “parti in causa”, economicamente equilibrata e sostenibile e metta il Comune in una situazione di tranquillità. Perché il Comune non può fare nulla dentro al Novi Park per i prossimi 39 anni, sebbene ne rivendichi la proprietà, ma un ruolo di garante sta cercando di giocarlo e farà di tutto per riuscirci.

@dvdberti

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