Parmigiano-Reggiano stop agli aiuti dell’Europa
Embargo russo. I danni per il nostro formaggio stimati in quindici milioni di euro «Le domande già presentate saranno comunque prese in considerazione»
Un'altra batosta per il Parmigiano Reggiano. Dopo la sospensione degli aiuti per la frutta e le verdure colpite dall'embargo russo (deciso dal governo in agosto), la Commissione Europea ha annunciato lo stop agli aiuti per l'ammasso privato di formaggi. Che tradotto, significa per il “nostro” formaggio fare i conti con un danno di 15 milioni di euro.
Il regime di ammasso privato per i formaggi era stato introdotto per contrastare i danni subiti dai produttori europei in seguito all'embargo russo. Le domande fino ad oggi ricevute - scrive l'Esecutivo Ue sulla Gazzetta Ufficiale - «mostrano che il regime è utilizzato in modo sproporzionato da produttori di formaggio, in aree che tradizionalmente non esportano quantità significative verso la Russia». Prima che la Commissione Ue decidesse la chiusura dell'ammasso privato di formaggi, i produttori italiani avevano presentato a Bruxelles domande di aiuti per l'ammasso di 74.254 tonnellate di formaggi. Le altre richieste vengono dai produttori irlandesi (4.455 tonnellate); olandesi (3.661 tonnellate) e svedesi (2.324). Complessivamente, dunque, sono giunte a Bruxelles domande di aiuto per 84.962 tonnellate rispetto al tetto di 155mila tonnellate previsto.
«La Commissione europea – spiega Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena, che lancia l'allarme per il comparto lattiero-caseario della nostra provincia –ha deciso di porre fine al regime di ammasso privato per i formaggi, introdotto temporaneamente dal Regolamento Ue 950/2014 per attenuare i danni che i produttori stanno subendo a causa dell'embargo russo, e questo rappresenterà un grave danno per l’esportazione del nostro Parmigiano. Il valore dell’export tra Parmigiano e Grana Padano vale circa 15 milioni di euro. Oltre ai danni diretti ci sono quelli indiretti, rappresentati dalla flessione dei prezzi sul mercato interno a seguito del blocco dell’export del nostro formaggio verso il Paese dell’est».
Gli stati membri più colpiti dal divieto, secondo quanto scrive la Commissione europea, sono Finlandia, Stati baltici, Germania, Paesi Bassi e Polonia: «Questo non significa tuttavia che il nostro formaggio sia uscito indenne dallo scossone provocato dall’embargo - osserva ancora Fini – Le domande arrivate prima dell'entrata in vigore del provvedimento saranno comunque prese in considerazione, così almeno ha assicurato la Ue». (f.b.)
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