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Rossi e Orient Express corrono con gli eco-point

Rossi e Orient Express corrono con gli eco-point

Continua il viaggio tra le giovani aziende e le idee imprenditoriali del distretto Le macchine “schiaccia” bottiglie e lattine garantiscono sconti a chi conferisce

29 settembre 2014
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Il “viaggio” della Gazzetta fra le attività e le idee imprenditoriali giovani e innovative continua. Stavolta non si tratta né di un'impresa né di un giovane imprenditore, ma di un'idea che rappresenta un circolo virtuoso nel nome dell'ambiente, della sostenibilità, del riciclo. Sul territorio di Sassuolo, Fiorano e Maranello, sono comparsi un anno fa i primi “eco-point”, in pratica macchine schiaccia-bottiglie e lattine che garantiscono agli utenti sconti corrispondenti alla quantità di materiali portati per il riciclo. Un'idea che viene spesso portata ad esempio, proveniente dalla Germania e da buona parte del Nord Europa, ma che in realtà è già presente a Sassuolo, grazie all'iniziativa della lavanderia industriale “Orient Express”, che ne ha fatto una sua attività collaterale e, conferma il titolare Luigi Rossi, «già ricca di soddisfazioni».

Come funzionano gli eco-point Orient Express?

«Abbiamo installato complessivamente tredici macchine fra Sassuolo, Fiorano e Maranello, presso supermarket e centri commerciali, grandi mense, grandi aziende: chiunque può portare bottiglie di plastica o lattine di alluminio e inserirle nella macchina che le schiaccia e in cambio del materiale portato rilascia uno scontrino. In base a quanto si conferisce lo scontrino garantisce sconti presso le attività e gli esercizi commerciali che aderiscono all'iniziativa e che sono indicati con il loro logo pubblicitario sulla macchina stessa: ci sono bar, gelaterie, parrucchieri, profumerie, materiali per scuola e ufficio e altro».

I materiali raccolti vengono inviati interamente al riciclaggio: «Nel primo anno di attività, dopo che abbiamo presentato l'iniziativa alla città con un incontro presso l'Iti Volta, abbiamo raccolto 4 tonnellate di plastica e 500 chili di alluminio, recuperati al 100 per cento. Siamo soddisfatti e vediamo crescere l'interesse, perciò pensiamo che in futuro le quantità aumenteranno».

L'idea è nata vedendo iniziative analoghe in Germania: «Nel nord Europa funziona diversamente, si paga una specie di tassa sul vuoto a rendere e si ottiene il denaro corrispondente quando si conferisce il vuoto alle macchine. Qui i vuoti non si pagano e si deve lavorare solo sulla sensibilizzazione della gente. Con queste macchine riteniamo di aver creato un circolo virtuoso: le attività commerciali che partecipano all'iniziativa ottengono nuovi clienti fidelizzati, le persone ottengono una ricompensa materiale per il loro impegno, tutti otteniamo un risultato positivo per l'ambiente».

E Orient Express cosa ottiene? «Non guadagniamo dal conferimento del materiale al riciclo - spiega Rossi - perchè non parliamo di grosse cifre, nel primo anno sono circa 1300 euro che comunque intendiamo devolvere ad attività benefiche di questo territorio; ma dagli inserti pubblicitari sulle macchine, che vengono venduti e restano visibili per periodi variabili da otto mesi a un anno o più, ovviamente rinnovabili». Così il cerchio è completo. Iniziative del genere al momento in zona non si conoscono. «Con una formula un po' diversa ci sono macchine come le nostre, che sono italiane e prodotte a Treviso e zona di Rimini. Per queste aree invece riteniamo di essere stati una sorta di pionieri».