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Anziani malati depredati dall’avvocato di sostegno

di Carlo Gregori
Anziani malati depredati dall’avvocato di sostegno

Il legale nominato amministratore dal tribunale prelevava somme dai conti e non saldava le rette. Sequestrati 400mila euro. Era anche sconosciuto al fisco

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Nominato amministratore di sostegno per alcuni anziani, si è appropriato di un’ingente somma dai conti correnti, senza provvedere alle spese per il sostentamento. È quanto contesta la guardia di finanza a un avvocato modenese nei confronti del quale è stata chiusa un'indagine per peculato aggravato. Sequestrati 400mila euro che si ritengono essere il “tesoretto” depredato a chi doveva assistere.

In generale, i quindici anziani che dovevano essere assistiti sono persone malate o non autosufficienti. Quasi tutti non versano in buone acque economiche: sono modesti pensionati con introiti limitati. Qualcuno invece ha da parte risparmi consistenti ma i parenti vivono lontano.

Questi sono gli assistiti che, secondo le indagini condotte dalle “fiamme gialle” modenesi, si sono improvvisamente trovati a dover saldare conti che dovevano già essere pagati. L’indagato è un avvocato del foro di Modena non in vista. Anzi, per niente visibile agli occhi del fisco, dato che da anni non ha presentato alcuna denuncia dei redditi. Eppure doveva incassare denaro se non altro onorari per la sua attività ufficiale di amministratore di sostegno nominato dal giudice.

Pare che l’avvocato abbia inizialmente pagato quasi tutte le rette e poi con il tempo abbia saltato alcuni pagamenti. Poi negli ultimi mesi i mancati pagamenti sono sempre più cresciuti: è dal 2013 infatti che risulta la maggior parte dei “buchi”. Le case di cura che ospitavano i suoi anziani hanno iniziato ad accumulare pratiche su quei pensionati disagiati e poi a segnalare i mancati pagamenti. Intanto, si è scoperto, l’avvocato continuava a fare ingenti prelievi bancari a nome degli assistiti.

A quel punto i parenti hanno preso coscienza di cosa stava avvenendo. Qualcuno ha chiesto spiegazioni e l’avvvocato ha mostrato quietanze e ricevute che però sono risultate irregolari oppure contraffatte, in ogni caso inattendibili. Spesso poi i soldi non transitavano direttamente sul suo conto corrente, fatto che ha complicato le verifiche. Negli ultimi mesi hanno così cominciato ad affluire le denunce alle “fiamme gialle” che hanno avviato un’indagine complessiva coordinata dalla Procura sull’ipotesi di appropriazione indebita da parte di un avvocato che non guadagnava niente per il fisco ma disponeva di 400mila euro, ora sequestrati. Adesso l’avvocato sarà sottoposto a verifiche fiscali.

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