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«Novi Park, il Comune può comprarlo»

di Saverio Cioce
«Novi Park, il Comune può comprarlo»

Galli (FI): «L’ente pubblico può fare un mutuo e liquidare i privati che vogliono uscire». Silingardi: «Già paghiamo due volte»

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Visto che i gestori del secondo più grande parcheggio d’Italia vogliono passare la mano perché non rende quanto previsto, è possibile restituire tutto ai modenesi? Ma è praticabile la scelta di ricomprare con la mano pubblica le quote del Novi Park affidato in gestione ai privati? È questa in buona sostanza la domanda che circola con insistenza in città e a cui hanno dato voce, con accenti diversi, un esponente del centrodestra come Andrea Galli, consigliere FI, e Paolo Silingardi, ex assessore alla Mobilità e ora leader di Modena Attiva, l’ala ambientalista, per così dire, del Pd. Il primo ha depositato un ordine del giorno che in buona sostanza chiede che il Comune s’impegni da subito a cercare tra le banche locali, o un consorzio di banche, un mutuo o leasing che permetta di liquidare i privati che vogliono uscire dalla società.

«Sono passati appena due anni dall’inaugurazione del pacheggio da 1970 parcheggi e la struttura è vuota. Troppo grande e per realizzarlo, facendo un favore ai costruttori, mezza città è stata ipotecata dalle strisce blu, i parcheggi affidati alla stessa società. Lo scopo? Garantire un buon ritorno di utile».

Ma come ripagare chi ha speso 33 milioni e ora vuole uscire? «Quel parcheggio lo stiamo pagando tutti noi, per 40 anni e sei mesi - avverte Paolo Silingardi - Lo pagano i modenesi con la sosta, i vari ticket e la percentuale sulle multe. E dunque, visto che ce lo paghiamo di tasca nostra non avrebbe senso ricomprarlo? Così almeno la giunta avrebbe in mano tutte le leve della mobilità. Così si supererebbe questa situazione paradossale, in cui oltre al danno c’è la beffa di non essere padroni in casa nostra.

Poi ragioneremo su cosa farci; un parcheggio, certo, magari anche per le biciclette visto che siamo l’unica città in cui l’uso delle due ruote è diminuito». L’ipotesi di una società pubblica, magari ad azionariato diffuso, non vede contrario Piero Blondi, storico leader dei commercianti e da anni impegnati per la battaglia dei parcheggi in centro e in Piazza roma: «Va chiarito il rebus giuridico della gestione e della proprietà dei muri, che mi pare siano del Comune. Ciò detto, se ci fossero garanzie sulla gestione, con prezzi, tariffe, esenzioni e agevolazioni, allora ci si potrebbe pensare». Scettico invece l’architetto e urbanista modenese Giovanni Ronchi, che ha presentato due anni fa il progetto per un parcheggio interrato a Sassuolo: «Il progetto per il Novi Park è vecchio di trent’anni, è un ripostiglio per auto. Senza attività sociali, come palestre o cinema al servizio del centro, non c’è ritorno economico. E così nel resto d’Europa e stupisce che tutto questo non sia stato fatto a Modena».

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