Gazzetta di Modena

Modena

Stupro di gruppo: prime prove di intesa per un risarcimento

di Carlo Gregori
Stupro di gruppo: prime prove di intesa per un risarcimento

Tra i difensori dei cinque ragazzi c’è chi vorrebbe proporre una somma alla parte offesa. Ma il procedimento va avanti

2 MINUTI DI LETTURA





In attesa delle richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione da parte del sostituto procuratore Maria Angela Sighicelli, alcuni degli avvocati difensori dei cinque ragazzi coinvolti stanno tastando il terreno per capire se ci sono possibilità di avviare una proposta di risarcimento alla studentessa minorenne che ha denunciato lo stupro di gruppo alla festa di fine agosto del 2013.

Si tratta di una discussione aperta che non coinvolge tutti i difensori dei ragazzi. I legali hanno preso contatto con il collega che assiste la ragazza e i suoi familiari, l’avvocato Luca Scaglione. Si potrebbe aprire così un nuovo capitolo in questa vicenda, anche se tutto potrebbe concludersi con un nulla di fatto. Tuttavia, come è ovvio, un’ipotesi transattiva non cambierebbe nulla nel quadro attuale del percorso giudiziario per una vicenda che vede i ragazzi - oggi 19enni, tranne uno che sta diventando maggiorenne (questo è seguito dal Tribunale dei minori di Bologna) - accusati della violenza carnale: tre di averla praticata direttamente e altri due considerati “pali” o “guardiani”.

La discussione da parte dei difensori dei ragazzi arriva a due mesi dalla conclusione delle indagini su un fatto portato a conoscenza della città esattamente un anno fa. Mancano ancora pochi giorni e il pm Sighicelli formulerà le richieste di rinvio a giudizio oppure di archiviazione per gli accusati.

L’atteggiamento della Procura, in questi mesi, è stato di estrema prudenza, date la delicatezza della vicenda e la gravità delle accuse formulate da una ragazza minorenne (oggi ha 17 anni) ancora provata per l’accaduto.

È stata lei infatti a denunciare ai carabinieri di aver subito un’aggressione carnale da parte dei tre coetanei nello spogliatoio della piscina nella casa in campagna di uno di questi. Ha riconosciuto di aver bevuto quella sera, ma ha anche aggiunto di essere stata indotta a farlo. Un aspetto cruciale di questa vicenda anche se, in definitiva, riguarda una minorenne. Ha riferito e poi confermato in sede di incidente probatorio davanti al pm e al gip di essere stata oggetto di violenze mentre alcuni amici dei suoi aggressori impedivano ad altri di avvicinarsi o di capire cosa stava accadendo. Nella sua denuncia infine riferiva anche l’umiliazione dell’indifferenza dopo quanto era accaduto e anche le battute che le venivano rivolte.

Ha anche fornito capi di vestiario e biancheria intima che sono stati analizzati dai Ris di Parma. Con alcune conclusioni che hanno lasciato perplessi i difensori e che sicuramente potrebbero essere al centro di una battaglia legale.

Dal canto loro, i cinque ragazzi hanno preso parte al tampone salivare, sempre consegnato al laboratorio dei Ris, per una comparazione di genetica forense che permetta di verificare se esistano loro tracce sui reperti della ragazza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google