«Troppi tagli, l’illegalità prospera»
Zavatti (Cgil): calano i controlli, aumentano i segnali di collusioni malavitose
Irregolarità in crescita di quasi 10 punti in un solo anno, evasione a doppia cifra in Emilia-Romagna (21 milioni di euro, il secondo posto in Italia) con un record a Modena, truffe sempre più organizzate, “collusioni malavitose” tra gli imprenditori edili (Modena, Parma e Ravenna le province più colpite), ribassi negli appalti in barba alla concorrenza leale.
Secondo Franco Zavatti della Cgil, l'escalation di illegalità nel tessuto produttivo e nei servizi anche dell'Emilia-Romagna non dipende (solo) dalla crisi. Criticando l'operato del governo a proposito, l’esperto di sicurezza del sindacato dice che “in realtà calano i controlli ispettivi per il contrasto al lavoro irregolare e crescono gli illeciti”. E questo a livello nazionale, in Emilia-Romagna ed in provincia di Modena, avviene “a seguito dei pesanti tagli di personale ispettivo e risorse agli enti preposti” alle ispezioni, osserva Zavatti, coordinatore sul fronte legalità e sicurezza per il sindacato regionale.
In Emilia-Romagna, nel primo semestre 2014 ci sono state 6.132 ispezioni (da parte di Inps, Inail, Ausl, Direzione territoriale del lavoro) nell'intero complesso delle 600.000 imprese impegnate in agricoltura, industria, edilizia e terziario. Si sono riscontrate irregolarità nel 53% dei casi, contro il 44% registrato lo scorso 2013, e con un imponibile evaso di circa 21 milioni di euro: seconda regione in Italia, dopo la Lombardia. Ancor più netto il quadro in provincia di Modena, con 645 controlli nel semestre trascorso rispetto ad un totale di 66.885 imprese attive e con punta record del 65% di irregolarità: emerge un'evasione accertata di 2,27 milioni nel semestre, contro i 2,8 milioni dell'intero 2013.
In particolare nei territori di Modena, Parma e Ravenna, per il comparto dell'industria e dell'edilizia “assistiamo ad una crescente sequenza di episodi che segnalano la trasformazione degli assetti e modalità imprenditoriali, scivolando verso la diffusa irregolarità, fino al peggio di collusioni malavitose”, rimarca il sindacato. Che se la prende anche con le “imprese edili nostrane che si aggiudicano importanti lavori, sbancando la leale concorrenza con ribassi del 67% presentandosi con 'regolari' contratti di lavoro dalla Romania e che pagano i lavoratori a ben 2,5 euro l'ora”.
In un quadro del genere, la Cgil applaude sia “il mega sequestro della Dia l'altro giorno a Brescello” contro le attività della 'ndrangheta, sia il blitz della Finanza di Modena che ha scovato 900 lavoratori irregolari e denunciato 51 soggetti per lavoro nero, con “un enorme danno fiscale di oltre 58 milioni”.
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