Un rosa bianca per l’addio a Zakaria
Finale. Anche il sindaco Ferioli al funerale dell’undicenne. Don Jean: «Il suo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori»
FINALE. Un addio commosso, straziante, che ha visto pregare insieme cattolici, musulmani e anche chi non professa una fede religiosa. Oltre trecento persone hanno partecipato ieri pomeriggio, al parco del Carrobbio, a Massa, al funerale del piccolo Zakaria Reguiai, l’11enne travolto e ucciso da un’automobile sulla strada che collega Massa a Rivara. Dopo il momento di preghiera profondamente toccante che sabato scorso ha visto riuniti parroco e imam, cristiani e islamici, anche ieri pomeriggio sono state numerose le persone di varia appartenenza che hanno voluto abbracciare e fare sentire, di cuore, la propria vicinanza alla famiglia del ragazzino. Dopo l’arrivo della bara, su cui è stata deposta una rosa bianca, don Jean Jacques Meyong ha rimarcato come «la storia di Zakaria, per tutti noi, non finisce qui. Zakaria vivrà sempre nei nostri ricordi. Il dolore che si prova lo può capire soltanto la famiglia che perde una delle ragioni per cui vivere. Un pezzetto dei familiari è dentro quella cassa, così come un pezzetto di ognuno di noi è lì. La famiglia non ha domandato nessun aiuto per questa circostanza, ma, di nostra iniziativa, abbiamo fatto una colletta, che finora ha permesso di raccogliere oltre 700 euro. Saremo lieti se qualcuno volesse contribuire per dare il proprio sostegno, anche materiale, alla famiglia, in un momento tragico come questo. D’ora in poi, vivremo un po’ per noi e un po’ per Zakaria».
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Al momento del rituale islamico, poi, i musulmani si sono schierati su più file alle spalle dell’imam e del presidente della comunità per sussurrare preghiere ed intonare canti che parlano dell’al di là e di come viene descritto secondo questa credenza. «Siamo tutti fratelli – ha declamato l’imam, mentre numerosi massesi abbracciavano il papà di Zakaria, Said, e la mamma Carmela, stravolti dal dolore ma caratterizzati da una dignità straordinaria – noi musulmani siamo fratelli dei cristiani, sia nella gioia, sia nella tristezza. Vogliamo dire che l’islam non fa differenze tra una persona e l’altra, perché siamo tutti figli di Adamo»A. Dopo il rito funebre, il corteo, al quale hanno preso parte il sindaco Fernando Ferioli e il vice sindaco Daniele Monari, si è recato al cimitero di Massa. Qui è seguita la tumulazione secondo la tradizione musulmana per la prima volta nella storia della frazione, ma non solo. L’avere riservato, con provvedimento urgente dell’amministrazione, una parte del cimitero per gli islamici costituisce un fatto piuttosto inedito. Un’area del cimitero retrostante il corpo principale, così, potrà ospitare circa 35 tombe, ed è stata dedicata alla sepoltura di chi professa la fede musulmana. Una decisione che consentirà ai parenti del giovane Zakaria di andare a fare visita alla tomba più spesso, rispetto ad una sepoltura nel paese d’origine della famiglia.
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