Cir Food annuncia un Piano triennale con 200 assunzioni
Investimenti per rafforzare le posizioni di mercato grazie ai giovani e per aggiornare il welfare aziendale
Un colosso cooperativo della ristorazione nato dalla fusione tra la reggiana CRR, la Coferi di Ferrari e la Coris di Modena. Ora Cir food è un gigante della ristorazione collettiva (mense aziendali, scolastiche, socio-sanitarie e militari) e di quella commerciale con una produzione annua di 78 milioni di pasti. Un Gruppo con una forza lavoro di 11mila persone di cui 1.200 sono cuochi e per il 90 per cento si tratta di donne. È presente in 16 regioni italiane ma grande parte dell’attività è concentrata nelle province di Modena e Reggio Emilia.
E proprio su queste due province si concentrano in misura notevole gli obiettivi di un Piano triennale 2015-2017 che seguirà due linee direttrici fondamentali: una per garantire lavoro ai giovani e l’altra per aggiornare e incrementare i benefit del welfare aziendale offerto alle famiglie dei lavoratori. Sul piano pratico 200 assunzioni in tre anni di “under 30”, soprattutto nel Modenese e nel Reggiano, in ruoli professionali che variano dal personale di cucina agli operatori pluriservizio da impiegare nelle varie realtà produttive, ma anche figure che si occuperanno di ricerca, innovazione e sviluppo commerciale.
CIR food intende consolidare la propria leadership di mercato attraverso una crescita territoriale che sarà resa possibile «grazie a una razionalizzazione della contrattazione aziendale e ad un piano definito di assunzioni per turnover e nuovi sviluppi» come ha dichiarato la stessa azienda.
Duecento assunzioni in tre anni ma non solo. Come accennato, Cir food sta definendo un sistema di benefit più aggiornato ed esteso a tutti gli oltre 6.000 soci lavoratori, di cui 2.400 distribuiti fra Reggio e Modena. È un progetto di welfare aziendale che include maggiore conciliazione tra vita e lavoro, tutela della salute e sicurezza, supporto all'istruzione e assistenza familiare.
Per un'impresa in cui le donne sono il 90% della forza lavoro, ciò significa ad esempio usufruire di modalità organizzative che consentono la presenza durante l'inserimento a scuola dei figli, ore di permesso per visite mediche specialistiche, aspettative per sostegno familiare. Poi uno sportello per l'assistenza sanitaria, possibilità di prestiti e anticipi per bisogni individuali e familiari, nonché la disponibilità a garantire fino a 4 settimane consecutive di ferie per i dipendenti stranieri che rientrano nel Paese di origine.
«Il progetto nel suo complesso prevede un investimento nel triennio superiore al milione di euro - afferma Giordano Curti, direttore risorse umane CIR food - e questo conferma la volontà di investire nelle persone e nei loro bisogni».
La cooperativa ha riscontrato già dallo scorso anno la possibilità di incrementare questi vantaggi per i lavoratori tramite una maggiore uniformità negli accordi aziendali, nell'ottica di garantire i benefit a tutti i soci dipendenti, di cui fra l'altro il 94% è assunto con contratto a tempo indeterminato. Questo consentirà di fare spazio anche ai giovani in cerca di occupazione, istituendo un patto che favorisce l'ingresso nel mondo del lavoro a chi oggi è più penalizzato se non addirittura escluso.
Il direttore Curti ribadisce che «rispondere concretamente a un problema sociale critico come la disoccupazione giovanile è per noi una bella sfida e motivo di orgoglio, anche imprenditoriale».
Ai numeri significativi di oggi Cir food è giunta grazie alla esperienza trentennale nella gestione diretta di cucine e centri cottura, un know-how basato sui valori della qualità del servizio e della tutela della alimentazione tradizionale.
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