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Lapam, il Mob Day per la semplificazione

Lunedì gli imprenditori incontreranno i 47 sindaci della provincia per presentare le loro richieste

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Meno burocrazia a livello locale o le imprese muoiono. Lunedì prossimo, alle 10, suonerà nei quarantasette Comuni modenesi la “Campana dell’ultimo giro” per il Mob Day. Ogni sindaco incontrerà una delegazione di imprenditori, che daranno loro l’oggetto come simbolo di una riflessione. L’iniziativa è promossa da Lapam Confartigianato, che intende stimolare una semplificazione amministrativa “autentica” per uscire dalla crisi. Una crisi che non risparmia alcun Comune. Lapam ha scattato due “foto” delle imprese attive sul territorio: la prima nel giugno 2008, la seconda in quello di quest’anno. C’è stata una riduzione complessiva di 2.310 attività: dalle 69.195 del primo fotogramma (68.714 l’anno dopo) alle 66.885 dell’ultima rilevazione. I cali più evidenti nel settore agricolo (1073 aziende scomparse), nella manifattura (-977) e nelle costruzioni (-802). Chiusure che portano a conseguenze economiche e sociali per migliaia di famiglie. In nessun Comune c’è stato un semplice saldo zero. Solo cinque si attestano sotto il -1%: Bomporto “isola felice” con uno 0,1% in meno. Al secondo posto Modena con uno 0,4% in meno rispetto al 2008. I due Comuni sono i soli, assieme a Fiorano, ad avere incrementato (rispetto al 2009) il numero di aziende. Altri non sono stati così fortunati. A Polinago le attività si sono ridotte di oltre un quinto (-21,8%) rispetto a sei anni fa. Diminuite di oltre un decimo le imprese a Montecreto (-15,7%), Pievepelago (-13,4%), Guiglia (-12,9%) e Savignano (-10,7%). Non va meglio nella Bassa, con picchi negativi a Concordia (-11,1%), Cavezzo (-11%), Novi (-9,8%) e Bastiglia (-9,3%). Invertire la tendenza, secondo Lapam, è possibile se si parte da un concetto: semplificazione. «Non è possibile che per la ricostruzione - ha detto Carlo Alberto Rossi, segretario della federazione - ci siano regolamenti diversi. La burocrazia è un mostro che si autoalimenta, in più ci stiamo indebitando a livelli astronomici». La federazione domanda «procedimenti amministrativi omogenei» sul territorio e tempi più rapidi per «non farsi sfuggire occasioni nel mercato». «Presentiamo proposte pratiche - ha garantito Rossi - per avere risposte in tempi brevi». Segnali di ripresa nei servizi alle imprese (897 aziende nate nel periodo), nel turismo (258) e nel commercio (116). Merito anche delle imprese guidate da under 35, il cui saldo è positivo nel 2013: di 777 la differenza tra quelle che hanno aperto e quelle che hanno chiuso. Circa un terzo (258) è in mani straniere. I principali settori sono le costruzioni specializzate, il commercio, i servizi finanziari, l’edilizia. Pochi si lanciano nella meccanica o nella ceramica.

Gabriele Farina

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