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TASER IN ARRIVO

«Sì alla pistola elettrica una difesa per gli agenti»

di Stefano Totaro
«Sì alla pistola elettrica una difesa per gli agenti»

Caccavella, Sap: «Un deterrente come la penna che filma, azzerate le denunce» Fontana, Siulp: «Utile per evitare lo scontro e l’uso dell’arma. Ma servono regole»

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Una pistola elettrica che con i suoi 50mila volt “parla” chiaro tutte le lingue del crimine: stordisce, blocca, placa, stende o meglio, manda ko tutti quelli che colpisce con la sua scarica. Il Taser di cui ora si sente parlare (il nome è un marchio depositato di una ditta e deriva da un acronimo Thomas A. Swift's Electronic Rifle, dove Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto) ha già ottenuto il via libera in fase sperimentale: la commissione affari costituzionali della Camera ha approvato un emendamento al decreto stadi che ne autorizza l’utilizzo. L'emendamento dovrà ricevere il via libera dall'aula e la sperimentazione dovrà avvenire “con le necessarie cautele per la salute e l'incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute”.

Questo il biglietto da visita con cui la pistola elettrica farà presto la sua comparsa anche in via Palatucci, dove i nostri agenti, che solo da poco hanno cambiato il look con le nuove divise, si troveranno in dotazione questo nuovo “accessorio”. Polizia sempre più armata, sempre più pronta alla guerra, sempre più associata al concetto di violenza?

«No, assolutamente - spiega Rocco Caccavella, segretario provinciale del Sap - perchè il Taser costituisce un deterrente. Serve per bloccare il malvivente ma soprattutto per proteggere l’agente, è un ’arma in più necessaria. Faccio un semplice esempio, il caso, frequentissimo, di una rissa con sei, sette persone magari con spranghe e coltelli. Arriva una Volante, due agenti. I poliziotti devono sedare gli animi: hanno le mani o in casi davvero estremi le pistole. Una terza scelta diventa così possibile. Noi che ci siamo dotati della pena in grado di filmare abbiamo già ottenuto i risultati sperati: allo stato attuale non c’è una denuncia per maltrattamenti o per offese. Alcuni facinorosi si sono subito bloccati chiedendo «ma che fai, stai registrando?». Ecco, uno strumento che serve da deterrente e che protegge da accuse o da aggressioni, così come il Taser associato a una telecamera».

Sulla stessa lunghezza d’onda Bruno Fontana, segretario provinciale del Siulp: «Siamo più che favorevoli. Si deve andare verso la massima trasparenza: dobbiamo affrontare persone completamente fuori di testa, che hanno assunto droghe che annientano la percezione del dolore. Con il Taser eliminiamo il più possibile lo scontro fisico, allontaniamo l’utilizzo della pistola. Altre armi non ne abbiamo contro una criminalità sempre più balorda e violenta». I sindacalisti concordano sul fatto che servano delle «regole precise, delle norme che stabiliscano l’utilizzo, modi d’uso dell’arma, casistiche sulle circostanze. Chiaro che non deve essere usato su donne in gravidanza, su persone cardiopatiche o con pacemaker, nemmeno su ubriachi fradici o cocainomani perchè il rischio è elevatissimo, ma in ogni caso devono essere create delle regole perchè poi questa arma non si riveli un boomerang». È’ un’arma. Facilmente acquistabile a 150 euro su internet.

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