Un siluro nei sotterranei dell’Accademia
Nascosto durante l’ultima guerra: il generale Giuseppenicola Tota racconta la sua storia
Un costante legame tra passato, presente e futuro: l’Accademia Millitare, negli ultimi mesi, è divenuta protagonista di curiosi ritrovamenti che consentono di fare un tuffo nella storia della città.
Uno di questi è un siluro, rinvenuto nei sotterranei di Palazzo Ducale che, secondo le ricostruzioni storiche, è stato fabbricato a Fiume e probabilmente era destinato a La Spezia. Tuttavia, mentre veniva trasportato lungo questo itinerario, il siluro si è fermato a Modena. Si parla di questo anche nel libro Orione, edito da Artestampa, scritto da Roberto Serra, classe 1922, forse l’ultimo uomo vivente ad avere pilotato durante la seconda guerra mondiale, un siluro a Lenta Corsa, il più celebre tra i mezzi d’assalto subacquei della decima flottiglia Mas.
«Il modello, è stato accertato da Serra, è stato prodotto a Fiume dal silurificio Whitehead, in un periodo compreso dal 1938 al 1948» spiega il generale dell’Accademia Militare, Giuseppenicola Tota. «Il siluro prendeva la sua potenza da un serbatoio di aria compressa a 200 atmosfere che quando era in funzione azionava le eliche – prosegue il generale – Il siluro si trova nei sotterranei e, al riguardo, abbiamo fatto la seguente ipotesi, insieme a Serra: è stato prodotto a Fiume e probabilmente destinato La Spezia, Modena si trova esattamente su questo itinerario. Durante un convoglio, o nel corso di un attacco da parte dei partigiani, o, ancora, a causa di un bombardamento di un treno, il siluro è stato portato qui al riparo, trascinato nei sotterranei per non renderlo disponibile per altri combattimenti. Desidero precisare che è in sicurezza, perchè non ha la testa attiva. Noi continueremo a tenerlo nei sotterranei. – prosegue Tota – il fatto che sia stato ritrovato proprio nei sotterranei è singolare: chi l’ha trasportato lì sotto avrà svolto un lavoro certosino. Un siluro del genere, infatti, può essere stato portato lì solo aprendo una grata su piazza Roma, sul lato ovest, dove ora sorge l’acetaia».
Passeggiando per l’Accademia, poi, ci si può imbattere in altre piacevolissime scoperte. Ad esempio, si può scorgere una singolare meridiana, che si trova sulla base di una delle quattro torri dell’ingresso, la colonna di destra. «È segnata lì e si pensa che sia stata il riferimento per chi montava di guardia. – conclude il generale - Si posizionava in quel punto o l’asta del fucile o un chiodo e più o meno si riusciva a capire l’ora del giorno. Altro particolare: a Modena si possono ammirare tabelle di pietra, raffiguranti l’antica numerazione degli edifici cittadini. Ebbene, c’è una lettera dell’alfabeto e sotto un numero: è la denominazione del duca Ercole III D’Este, risalente al 1786. Noi, in Accademia, ospitiamo la targa A1 nel cortile: Palazzo Ducale è pertanto contrassegnato quale primo edificio di Modena».
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