Apre “Emilio” per ritrovare la nostra cucina
Il nuovo locale di Beppe Palmieri sarà un luogo dedicato a chi ama il meglio della regione
L’idea è di recuperare il calore delle tavolate di una volta, quando il pasto era occasione per stare insieme, assaporando la bellezza dell’intimità famigliare, oltre che di un ottimo piatto cucinato in casa. Tutte le caratteristiche di questo stile di vita, con un occhio rivolto al passato, un altro al futuro, e i piedi ben piantati nel presente, ritorneranno a partire da venerdì in pineo centro storico a Modena.
In Rua Freda, a due passi da San Francesco, apre “Emilio: come se non ci fosse un domani”, la nuova creatura di Giuseppe Palmieri, il sommelier e caposala dell’Osteria Francescana, braccio destro dello chef Massimo Bottura, che, dopo l’inaugurazione dell’adiacente gastronomia Panino, ha deciso di intraprendere un’altra avventura.
«Come si può evincere facilmente dal nome, si tratta di un omaggio all’Emilia – spiega Palmieri – Emilio è uno spazio dove si provano esperienze gastronomiche, un’occasione per stare insieme e ritornare alla cucina domestica dell’Emilia. Emilio è anche un omaggio a Giorgio Fini che ha saputo trasformare un semplice ristorante in un luogo mitico e ad Emilio Mazzoli, il quale ha segnato le sorti dell’arte contemporanea».
L’inaugurazione si terrà oggi e lo spazio sarà aperto nei mesi di ottobre, novembre e dicembre nei giorni di venerdì, sabato e domenica, a pranzo su un solo turno e a cena su due turni. Emilio, dunque, non è un ristorante ma «è uno spazio in cui noi vi racconteremo e vi serviremo i piatti della cucina domestica e della tradizione borghese». In un clima contemporaneo, senza foto antiche appese alle pareti, ma desiderosi di riscoprire il focolare domestico. Sarà proposto un menu fisso che cambierà ogni mese e che toccherà tutta l’Emilia: da Emilio, per iniziare sarà possibile assaggiare: gnocco al forno, erbazzone Reggiano, mortadella di Bologna, coppa di testa di Monzuno e mostarda extra piccante. Si proseguirà con primi quali lasagne bianche alla salsiccia, tortelli di ricotta ed erbette di Scandiano e passatelli in Brodo di cappone, per arrivare ai secondi piatti di spalla cotta di San Secondo, cotechino e cappello del prete di Modena. I contorni saranno a base di puré di patate, salsa verde, giardiniera, cipolline in agro e mostarda e i dolci, per finire, vedranno protagonisti: crostata di amarene brusche di Modena, belsone, pere allo zabaione, salame al cioccolato e zuppa inglese. Prosegue Palmieri : «Per quanto riguarda i vini abbiamo scelto di unire due simboli della tavola: il lambrusco e lo champagne”.
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