Equitazione, passione olimpionica
Ranieri Campello, responsabile del settore, ha gareggiato a livelli internazionali
Da pochi giorni alla guida delle scuderie ducali c'è il tenente colonnello Ranieri Campello, discendente di una nobile famiglia umbra importante e nota nel mondo della cavalleria. Campello è stato atleta alle Olimpiadi, a Seul nel 1988 e ad Atlanta nel 1996. «Siamo una famiglia umbra - spiega Campello - molto legata alla tradizione cavallerizza: mio bisnonno operò insieme a Federico Caprilli, di cui al maneggio esponiamo un ritratto perché è stato a inizio '900 l'ideatore del “Sistema naturale di equitazione”. Anche mio nonno era ufficiale e partecipò a cavallo alle olimpiadi di Berlino 1936 e a molte battaglie come la guerra di Russia, mentre mio padre cavalcava ma per diletto». E poi arriva l'attuale incarico di capo istruttore delle Scuderie: «Io ho partecipato, senza arrivare a medaglia, alle Olimpiadi di Seul 1988 e Atlanta 1996. Da piccolo il mio mezzo di locomozione nel paese natale Campello sul Clitunno era un piccolo pony e così mi sono subito appassionato al cavallo. Quanto vedo alcuni nostri allievi ventenni che faticano a imparare il rapporto con l'animale capisco meglio la mia grande fortuna. Ho poi fatto la scuola militare e per un trentennio, fino a pochi giorni fa, ho avuto l’opportunità di operare a Montelibretti, nel Lazio, al Centro militare di equitazione - Scuola di Cavalleria». La famiglia di Campello è importantissima per la storia dell'equitazione. L'antenato Ranieri di Campello, figlio del conte Pompeo di Campello senatore del Regno e della principessa Guglielmina Boncompagni Ludovisi, dama di corte della regina Elena del Montenegro, partecipò a varie vicende belliche oltre alle olimpiadi di Berlino. Dopo l'8 settembre 1943 fu il primo presidente della Federazione Italiana Sport Equestri e poi membro del direttivo centrale del Coni. «Penso spesso - termina l'istruttore di equitazione dell'Accademia militare, la cui moglie Marina Sciocchetti vinse un argento a Mosca 1980 - alle olimpiadi cui ho partecipato, soprattutto ricordo a Seul la meravigliosa vita nel villaggio olimpico e poi il brivido della sfilata della cerimonia di apertura». Campello dopo il trentennio romano sta scoprendo la tradizione delle scuderie dell'Accademia. (s.l.)
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