I tre malmenati dai vigili rifiutano il risarcimento
Per errore vennero bloccati e minacciati durante una operazione antidroga «Troppo pochi 17mila euro per uscire dal processo penale contro gli agenti»
Non bastano 17mila euro per risarcire una serata di paura e di lesioni. Una coppia e il suocero fermati e minacciati armi in pugno dagli agenti della polizia municipale di Sassuolo, Fiorano e Maranello nel febbraio 2012, durante un blitz volto alla cattura di spacciatori di droga non hanno accettato il risarcimento.
Diciassettemila euro che il Comune di Sassuolo aveva stanziato, prelevandoli dal fondo di riserva, come proposta di ristoro ai danneggiati. L'udienza preliminare si è tenuta il 30 settembre, la famiglia ha rifiutato e quindi si andrà in giudizio in febbraio.
A rispondere saranno gli agenti coinvolti, citati per tre imputazioni di reati dolosi e una per reato colposo (relativa alle lesioni personali).
Quel 21 febbraio 2012 agenti della municipale (ma si è parlato anche di altre persone presenti) su due auto non contrassegnate, avevano effettuato un appostamento nei pressi di un hotel lungo la tangenziale di Modena. Un’operazione sotto copertura e per questo non comunicata alle forze dell’ordine modenesi ma soltanto al magistrato competente (e anche questo aveva generato polemiche all’epoca). Attendevano un gruppo di spacciatori su cui stavano indagando da tempo: ma qualcosa è andato storto. Nel momento esatto in cui avrebbe dovuto comparire l’auto degli spacciatori, ne è comparsa un’altra: a bordo una donna di 28 anni, il suo convivente di 31 e il suocero di 54 anni, completamente estranei al fatto: “Al posto giusto nel momento sbagliato”, si disse all’epoca. Scambiati per i malviventi i tre vennero fatti scendere a forza dall'auto, immobilizzati e minacciati armi in pugno. Parole condite di una certa energia, tanto che i tre vennero poi ricoverati al pronto soccorso e medicati con prognosi di tre, sette e venti giorni. Di tutto questo dovranno rispondere gli agenti coinvolti nell’operazione, coordinati dal comandante della municipale di Sassuolo Stefano Faso, nell’udienza del prossimo febbraio.
Anche delle richieste di risarcimento danni risponderanno direttamente.
Il Comune di Sassuola aveva per parte sua anticipato una proposta di rimborso extragiudiziale.
Non è detto infatti, spiega l'apposita delibera, che anche in caso di assoluzione degli agenti decada la possibilità di un rimborso alla famiglia: la proposta era quindi ritenuta una manovra necessaria e l’entità economica era stata elaborata secondo i consueti listini giudiziari.
L’attuale sindaco Pistoni, che ha dovuto deliberare il possibile risarcimento, all’epoca dei fatti era sindaco di Fiorano e aveva manifestato atteggiamento critico verso le operazioni armi in pugno della polizia municipale coordinata da Sassuolo. Per questo motivo era entrato anche in polemica con il sindaco sassolese di allora, Luca Caselli, che aveva replicato che «non è pensabile neutralizzare i delinquenti con fischietto e paletta». Alla fine gli spacciatori veri vennero presi. Ma i lati oscuri e sfortunati della vicenda hanno offuscato un risultato positivo.
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