Il centro antiveleni studia le “pillole dell’amore”
Gli specialisti analizzeranno il contenuto del prodotto non in commercio in Italia I due, che avevano assunto anche droghe, saranno sanzionati dalla polizia
Le pillole rosse, le Red pil oppure Red lils dal nome commerciale sul flacone, le ormai famose pastiglie dell’amore sfrenato sono state comprate in Inghilterra, sono arrivate a Modena nelle valige di una coppia di assuntori di sostanze stupefacenti, sono state ingerite, poi consegnate ai medici dell’ospedale di Baggiovara e ora sono al Centro antiveleni di Pavia. In quella sede gli esperti chiariranno una volta per tutte la composizione di queste misteriose pillole. Se contengono davvero un “propulsore” che possa scatenare in chi le assimila la libido e se sì che cosa sia, quali siano i componenti di questa miracolante sostanza, attualmente non in commercio sul territorio italiano ma liberamente in vendita, come ha appurato la polizia, in alcuni stati del nord Europa.
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È una prassi, un obbligo, spiegano all’Ausl, in presenza di intossicazioni di qualsiasi tipo, alimentari e non: bisogna stabilirne la causa e se ci si trova di fronte a un enigma, a una sostanza sconosciuta o non propriamente catalogata ecco che un campione della sostanza assieme ad un campione di sangue prelevato dall’intossicato vengono inviati in questo centro per chiarire e, spesso, per poter poi salvare delle vite.
L’avventura, per così dire, di questa coppia ha inizio l’altra mattina quando i due, lei 32enne lui trentenne, arrivano in stato confusionale e gravemente intossicati al pronto soccorso di Baggiovara. Lui, che sta meglio della sua compagna, racconta che entrambi hanno ingerito le pillole rosse, le pastiglie dell’amore per provare una mattinata di grande piacere. Una volta “alle strette”, il giovane ha ammesso ai medici che oltre alle pastiglie che aveva preso in Inghilterra quella mattina c’era stato anche un altro consumo “di contorno”, un mix di altre polveri, pare sostanze stupefacenti come cocaina ed eroina. I due dunque hanno seguito una profilassi disintossicante “tipica” dei casi di intossicazione da droghe. Lui è stato dimesso, lei è ancora ricoverata in accettazione. Ma rimaneva da stabilire il “quid” delle pillole rosse. Questione ancora di poco e da Pavia risolveranno il mistero a luci rosse, anche se, come ormai sembra, ci troviamo di fronte ad un prodotto liberamente in commercio in Europa e non ancora in Italia, paragonabile ad un intruglio di erbe e caffeina, uno stimolante, magari più potente di altri. Quanto ai due giovani, la polizia procederà nei loro confronti come è prassi in casi di assuntori di sostanze stupefacenti per uso personale: ovvero, una sanzione amministrativa. Fine della “grande avventura” dell’eros in pillole.
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