Zona Tempio, la “cura” anti lucciole ora inizia a funzionare
Gli esercenti: «Grazie ai controlli e alle retate non ci sono più tante prostitute» Ma nei residenti rimane la paura: «Ormai esco di casa soltanto alla mattina»
La zona Tempio, a due passi dal centro di Modena, è ormai da tempo teatro di degrado, spaccio e, soprattutto, prostituzione.
Lo scorso agosto, però, si era giunti al limite: i residenti ed i commercianti della zona erano esasperati da una situazione ormai incontrollabile, con lucciole che erano arrivate a vendersi dietro i cespugli in piazzale Bruni, in via Piave e nelle strade limitrofe. Dopo una raccolta di firme e numerose proteste da parte dei cittadini, la polizia ha intensificato nelle ultime settimane i controlli ed i blitz anti-lucciole, mentre il sindaco Muzzarelli ha annunciato nei giorni scorsi il “piano sicurezza”, che mira ad intensificare il presidio del territorio.
Grazie ai controlli, in effetti, nelle ultime settimane la situazione nel quartiere pare sia un po' migliorata, pur restando critica.
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I titolari del Why Not Café, in via Piave, dichiarano: «Un paio di settimane fa questa strada era piena di prostitute che passeggiavano. Noi da qualche mese a questa parte abbiamo deciso di anticipare la chiusura del locale dalle 22 alle 20:30, perché non vogliamo rischiare che il bar diventi il luogo di ritrovo di personaggi poco raccomandabili. Spesso di sera ci sono risse, persone che parlano a voce alta. Un mese fa circa, quando si sono toccati i livelli peggiori, c'erano due prostitute che ogni giorno, dall'una e mezza del pomeriggio in poi, si sedevano sui gradini della casa qui di fronte ad aspettare i clienti. Ora, grazie ai controlli e probabilmente a qualche retata della polizia, non si vedono più». Gli esercenti affermano inoltre che per rendere più sicuro il quartiere potrebbe essere utile potenziare l'illuminazione stradale ed aggiungere delle telecamere di sorveglianza.
Il titolare del negozio di accessori auto, sempre in via Piave, conferma che i controlli delle ultime due settimane hanno fatto sì che la situazione migliorasse un po’: «I giri a piedi della polizia sono aumentati, e questo è un bene, tutti i controlli sono ben accetti. Tuttavia i giri di spaccio e prostituzione, se si intensifica il controllo in una zona, poi si spostano da un'altra parte». Un problema di difficile soluzione, insomma.
Stesse impressioni in viale Reiter, dove molte attività commerciali chiudono già alle sei di sera per evitare problemi. Stefano Benatti, del Caffè Italia, racconta che commercianti e residenti sono esasperati: «Più che vera malavita, che c'è qui come in altre parti di Modena, forse il problema principale è la mancanza di senso civico e la maleducazione di certe persone: ci sono tantissimi gruppi di stranieri che di sera fanno schiamazzi e fumano, bevono alcolici e mangiano gettando tutto per terra».
In effetti, lungo via Poletti si notano chiaramente i luoghi dei bivacchi, a causa dei rifiuti lasciati al suolo.
Spostandosi verso la stazione, le cose non cambiano di molto. Anche il titolare di una farmacia di viale Monte Kosica, però, ha notato dei progressi nelle ultime settimane: «Noi ci siamo trasferiti qui da poco, e a fine agosto, mentre facevamo il trasloco, lungo il viale c'erano sempre diverse prostitute: ora non si vedono più. Ci sono ancora personaggi sospetti in giro, soprattutto a causa della vicinanza con il Sert, tuttavia per ora sembra che la situazione sia tranquilla. Qui davanti abbiamo delle telecamere installate, e devo dire che costituiscono un buon deterrente». La signora Maria Pia, residente in viale Crispi, racconta che lo stato del quartiere l'ha portata a modificare la propria quotidianità: «Ormai esco di casa solo di mattina, ho paura ad uscire di pomeriggio tardi, per non parlare della sera. Ciò che dà più fastidio sono le numerose prostitute, sia per strada che in appartamenti della zona». Le fa eco la signora Dilva, anch'essa residente nei pressi della stazione; entrambe però riconoscono che qualcosa è cambiato: «Con tutte le nostre petizioni e proteste, però, sembra che nelle ultime settimane ci siano meno giri di lucciole, qui». Per Maria Pia bisognerebbe comunque intensificare ulteriormente i controlli, anche appartamento per appartamento: «Io ormai mi vergogno a chiamare da me i nipoti. Davanti a casa ho tre gradini per entrare, e spesso di notte dei tossicodipendenti si siedono lì e si bucano; alla mattina quando scendo a volte trovo persino del sangue per terra».
Un altro problema riferito è quello dell'accattonaggio: spesso ci sono questuanti molto insistenti, che diventano anche aggressivi se ci si rifiuta di dar loro soldi.
Il 9 ottobre all'ex-cinema Principe si terrà un'assemblea pubblica con il Sindaco per fare il punto sulla situazione del quartiere Tempio; un'occasione importante, per i residenti esasperati: «Io di sera non esco più, ma per questo incontro con il sindaco Muzzarelli potrei partecipare» afferma la signora Dilva.
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