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«Ospedale condannato a morte»

«Ospedale condannato a morte»

Castelfranco. Un coro di no al progetto di Comune e Ausl per farne un hospice

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CASTELFRANCO. «Il nuovo Regina Margherita? Non chiamatelo ospedale». Sul futuro dell'ospedale di Castelfranco si alza il coro dei no al progetto presentato pochi giorni fa dall'Usl e dai Comuni di Castelfranco e San Cesario: un progetto da 7 milioni di euro per la creazione di una Casa della Salute con annesso ospedale di comunità e hospice. «Non siamo contrari a priori all'ospedale di comunità e all'hospice - spiega Silvia Santunione, capogruppo in consiglio della lista civica Frazioni e Castelfranco - perché c'è bisogno di strutture assistenziali. Il problema è come ci siamo arrivati: il progetto presentato è una violazione al Pal stesso, che classifica quello di Castelfranco come ospedale di prossimità, con Medicina, al pari di Vignola e Mirandola. Allora perché togliere il reparto di Medicina? Questa riconversione non è prevista dal Pal ed è stata decisa dall'alto». «È importante - commenta invece Rosanna Righini, di Forza Italia - che sul territorio ci sia un ospedale vero, indipendentemente da quello che dice l'Usl. Senza Medicina l'ospedale non esiste più e le speranze di tornare indietro sono poche. Altro tema sono i fondi per l'intervento, che si sarebbero dovuti investire lì comunque a causa di decenni di mancati investimenti, tanto da ridurre il Regina Margherita a una struttura fatiscente e non a norma». Tra i contrari anche la Lega Nord: «Ora - spiega Cristina Zirotti Girotti - parlano di ospedale di comunità, ma altro non è che una Rsa. Abbiamo cercato un punto d'incontro, un'alternativa, solo per sentirci dire che abbiamo opinioni diverse. Un punto interrogativo è sui 7 milioni per l'intervento: la metà per l'adeguamento alle norme di sicurezza dopo che i vigili del fuoco sono piombati sul Regina Margherita e hanno chiuso un reparto. Ci sono responsabilità? Inoltre dalle ferie sono spariti i letti per gli acuti e come pacchi i castelfranchesi sono spediti già a Baggiovara. Faremo il possibile per evitare la fine del Regina Margherita», lasciando così intendere uno sviluppo sulla vicenda. «Non prendeteci in giro - rimarca Antonella Franchini, capogruppo M5s di Castelfranco - È un progetto per chiudere l'ospedale spacciandolo per qualcosa di necessario. È tutto stato deciso a priori per ripianare il buco di Baggiovara. Chi ci spiega che l'ospedale oggi non ha le caratteristiche per essere tale sono gli stessi che negli anni gli hanno via via tolto i reparti». Intanto sono partite serate promosse dal Comune e dall'Usl per illustrare il progetto. Lunedì a Gaggio, il 10 ottobre a Piumazzo, il 15 a Manzolino e il 17 ottobre alla Cavazzona.(an.min.)

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