«Ti devo uccidere». E poi la aggredisce
La giovane, studentessa del Fanti, salvata da bidelli e docenti. L’uomo, uno straniero, sottoposto a trattamento sanitario
L’incubo è inziato sulla ciclabile di viale Peruzzi: uno sconosciuto ha iniziato a inveire senza motivo contro una studentessa del Fanti. La giovane, con i libri sotto braccio, ha cominciato ad allungare il passo arrivando a mettersi a correre. Dietro di lei sempre il folle che non si è fermato nemmeno quando la giovane ha varcato il cancello esterno del liceo. «A quel punto però - ci hanno raccontato alcuni testimoni - è scattato in azione il personale dell’istituto: bidelli, e anche qualche insegnante, si sono precipitati nell’area cortiliva del Fanti e hanno bloccato l’individuo che era arrivato a mettere le mani sulla giovane. L’abbiamo visto - continuano i cittadini che hanno seguito tutta la scena - tirarle i capelli fino a farla cadere. Poi sul posto sono arrivati i carabinieri e la situazione è tornata sotto controllo». Nel piazzale è poi arrivata un’ambulanza che ha caricato lo psicopatico che è stato consegnato ai servizi di igiene mentale: secondo quanto appreso è stato sottoposto al Trattamento Sanitario Obbligatorio.
«La ragazza sta bene - ci ha riferito la dirigente scolastica prof. Alda Barbi - e tutto si è risolto per il meglio. Ora spetta alle forze dell’ordine indagare su quanto accaduto». In effetti non è ancora ben chiaro per quale motivo sia scattata una simile aggressione. Le testimonianze farebbero propendere per un caso di salute mentale. «L’ho sentito urlare cose senza senso del tipo “ti devo uccidere, me lo ha detto Dio”- raccontano i testimoni - Dal modo in cui parlava pareva dell’Est Europa, forse albanese, ma è da chiarire. Di sicuro aveva problemi psichici, speriamo che venga curato per evitare che ripeta simili comportamenti. A tutti noi - spiegano i cittadini - è venuto in mente il caso di Kabobo che a Milano senza motivo uccise a picconate alcuni passanti. Con i tempi che corrono quando ti vedi inseguito da un folle non sai mai come va a finire. Non ne siamo certi - concludono i cittadini - ma ci pare d’avere capito che l’uomo fosse senza lavoro. Che sia stato questo a fargli scattare la molla della follia?». L’uomo, di età sui 35 anni, una volta placcato dai bidelli del Fanti, non ha opposto resistenza e pare abbia detto di non sapere cosa fosse successo pochi istanti prima. Insomma non ha opposto resistenza e questo ha reso meno difficile tutta l’operazione. A questo punto toccherà attendere la diagnosi del servizio di Igiene Mentale che accerterà se si tratta di una persona con un problema momentaneo o se, invece, potrebbe ricadere in un simile comportamento.
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