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Chiese, sessanta progetti i cantieri però sono pochi

di Serena Arbizzi
Chiese, sessanta progetti i cantieri però sono pochi

La Regione li sta vagliando ma l’iter comporterà altri passaggi. Troppe lungaggini Per Cavezzo 5 milioni. A San Felice consolidamento mura e maxi copertura

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Una sessantina di cantieri aperti entro il 2015. Questo il traguardo che l’Arcidiocesi di Modena e Nonantola spera di tagliare nel percorso della ricostruzione dopo il terribile terremoto del 2012 per quanto riguarda gli edifici religiosi dell’area ferita dal sisma. «Diversi sono stati gli interventi effettuati fino ad oggi - commenta il geometra Mario Guglielmo Ferrari dell’Arcidiocesi - Sono oltre sessanta i progetti finanziati dalla Regione nel piano annuale 2013/2014, tra quelli in corso di approvazione in Regione e quelli che contiamo di presentare entro poche settimane. Progetti che dovranno poi essere approvati dal Ministero dei beni culturali, dalla direzione regionale e dalla commissione sismico geologica. Di questi sessanta, una quindicina è già in Regione. Le nostre urgenze sono dirette, in questo momento, alla zona di Cavezzo, in particolare al Duomo. Per questo edificio religioso si è svolto un incontro nei giorni scorsi tra la Curia, il sindaco, gli assessori e il parroco per fare il punto della situazione. L’importo dei lavori per quest’opera ammonta a 5 milioni di euro, tra canonica, chiesa e campanile. Per quanto riguarda il Duomo di San Felice, invece, la stima del danno è di circa 15 milioni. La Sovrintendenza, in questo caso farà un intervento ulteriore che consisterà in un consolidamento dei muri rimasti in piedi, insieme ad una struttura di copertura per preservare l’edificio dalle intemperie. Contiamo che questi lavori finiscano entro aprile 2015. Al termine verrà indetto un concorso di progettazione. - prosegue Ferrari - Passando all’ordinanza 83 riguardante il progetto di riaprire con interventi veloci le chiese che non hanno subito danni considerevoli, non dimentichiamoci che alcuni di questi edifici religiosi sono stati riaperti. Penso alle chiese di Soliera, Bastiglia, la pieve di San Michele di Nonantola, la chiesa del Seminario e il Santuario degli Obici di Finale. In altri paesi, invece, come a Camposanto e a Ravarino, i lavori sono in corso, e contiamo vengano terminati entro fine anno. In città, a Modena, sono stati ultimati interventi sulla chiesa di San Pietro, sulla chiesa di San Pio X, mentre devono ancora iniziare i lavori per San Giuseppe al Tempio, Sant’Agostino e San Biagio. La previsione e la speranza è che si possano aprire una sessantina di cantieri entro il 2015. Da ricordare anche la realizzazione dei centri di comunità, che sono tutti funzionanti» conclude il geometra. La stima dei danni prodotti dal sisma ad edifici di culto e canoniche è intorno a 105 milioni di euro per quanto riguarda la diocesi di Modena. I 9 Centri di comunità sono stati realizzati grazie a Caritas italiana e ad altri contributi: si tratta di edifici per il culto, per fornire un’abitazione al sacerdote o una sede alla Caritas o all’asilo parrocchiale: i centri sono a Finale, Solara, San Prospero, Cavezzo, Stuffione, San Felice, Camurana e Massa. Nuove chiese provvisorie sono state costruite a Villafranca, Medolla e San Felice. A complicare la situazione, in alcuni comuni, è intervenuta l’alluvione dello scorso gennaio che ha causato danni per 1,7 milioni.

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