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«I fondi ci sono, mancano le idee»

«I fondi ci sono, mancano le idee»

Come intercettare parte dei 2,5 miliardi dell’Unione Europea destinati alla Regione nei prossimi 6 anni

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Ci sono 2,5 miliardi di euro di fondi europei che passeranno attraverso la Regione da qui al 2020, divisi in tre programmi di finanziamento generali. Ce ne saranno altri per programmi specifici. Sono soldi da andare a prendere, “probabilmente i soldi con cui le amministrazioni locali dovranno fare i conti nel futuro”, ha spiegato il sindaco Claudio Pistoni l'altra sera in Sala Biasin, a un incontro intitolato proprio “Come spendiamo i fondi europei?”. Presenti c'erano l'assessore regionale Luciano Vecchi e Morena Diazzi, che dirige uno di questi programmi di finanziamenti, in sigla Por Fesr, dotato di poco meno di 400 milioni per capitoli che interessano davvero a Sassuolo, ma soprattutto all'Unione e alla Città distretto: si parla di fondi per ricerca industriale e trasferimento tecnologico; sviluppo innovativo delle imprese; qualificazione energetico ambientale e sviluppo sostenibile; valorizzazione e qualificazione del patrimonio ambientale e culturale. Temi che possono interessare sia il privato (le imprese) che il pubblico. Temi che nel programma attuale di Pistoni sono centrali. L'incontro è stato voluto e coordinato in stretta collaborazione con Gregorio Schenetti, che è assessore per i temi legati alla Città distretto e all'Unione: «Qui non parliamo – ha spiegato – di ipotesi di lavoro o teorie; qui ci sono soldi veri che devono corrispondere a programmi reali. Troppo spesso in queste zone abbiamo lavorato a spot, con buone idee slegate fra loro o senza un giusto orizzonte temporale. È tempo di individuare quali sono i progetti di sviluppo industriale, economico, formativo, turistico che vogliamo portare avanti, puntare su quelli, elaborarli e andare a cercare i finanziamenti là dove ci sono. A cominciare dall'Expo 2015, che rientra benissimo in molti di questi obiettivi». Il programma Por Fesr nella sua versione 2014, non era ancora stato presentato. Sassuolo ha goduto di una sorta di anteprima di una presentazione che di solito avviene nei capoluoghi, «ma noi crediamo molto – ha detto l'assessore Vecchi – nell'idea di città distretto che avete portato avanti qui, ci pare una proposta intelligente per mantenere i campanili ma allo stesso tempo evitare i localismi e lavorare invece insieme per massimizzare l'impatto delle proprie richieste e moltiplicare le risorse che arriveranno sul territorio». La spiegazione dei meccanismi di accesso ai finanziamenti resta al momento il punto debole: farraginosa e complessa. «Ma – spiegano i promotori – questi programmi di finanziamento resteranno in ambito regionale, i passaggi saranno facilitati. Non ci si confronterà con Bruxelles ma con Bologna e inoltre ci saranno personale formato e sportelli sul territorio».

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