In 400 per l’inaugurazione dell’istituto Sacro Cuore
Folla di ragazzi e genitori alla messa al cinema Corso, poi il taglio del nastro Il vescovo: «Orgogliosi della scuola rinnovata e sicura dopo i danni del sisma»
Secondo taglio del nastro ufficiale dopo il percorso di risistemazione e miglioramento sismico dei diversi ambienti del complesso appartenente all’istituto Sacro Cuore. Ieri mattina il vescovo Francesco Cavina, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Giuseppe Schena, il sindaco Alberto Bellelli con don Massimo Dotti, presidente della Fondazione Aceg, e Claudio Cavazzuti, dirigente scolastico del Sacro Cuore, sono stati protagonisti insieme ai circa 400 alunni della cerimonia per l’inaugurazione dei lavori di ripristino, resi necessari dai danni provocati dal sisma. A seguito del terremoto del 2012, infatti, la messa in sicurezza e la piena ripresa delle attività delle scuole del territorio sono state possibili grazie alle risorse destinate alla Fondazione Crc, che per il recupero e il consolidamento sismico degli edifici del complesso Sacro Cuore ha impegnato 1 milione e 70mila euro. Questo stanziamento, destinato ad interventi urgenti non coperti da finanziamenti pubblici, ha consentito di svolgere lavori ad ampio raggio. In particolare, sono stati interessati: parte degli edifici della scuola primaria e delle scuole medie, i laboratori scolastici, le aule della scuola materna, le sezioni del nido, i locali del centro giovanile Eden e la torre scenica di Palazzo Corso, alta più di 20 metri e incombente sullo spazio ricreativo esterno all’asilo. «Provo grande riconoscenza - ha detto il Vescovo - verso tutti coloro che si sono impegnati nei lavori che rendono questa scuola bella e sicura. Un ringraziamento particolarmente alla Fondazione Crc. In questo momento di festa non posso e non voglio dimenticare chi è meno fortunato di noi. Il mio pensiero è rivolto a Donetsk: la recente strage il giorno d’apertura dell’anno scolastico avvenuta nei pressi di una scuola non ci lascia indifferenti, l’Ucraina è più vicino di quanto non crediamo, basti solo pensare a tutte quelle signore nella nostra città che svolgono con dedizione il lavoro di badante. Penso poi a quelle scuole nei Paesi del terzo e quarto mondo, niente a che vedere con strutture come la nostra. Ma anche molto più vicino a noi ci sono istituti ben diverso da questo, con edifici obsoleti, fatiscenti, insicuri». Sullo stesso tono entusiastico l’intervento di Schena. «La scuola è la casa degli studenti in cui bambini e ragazzi passano gran parte del loro tempo. La Fondazione è intervenuta con risorse ingenti nell’edilizia scolastica del territorio, non è possibile prescindere da strutture adeguate e sicure», ha commentato il presidente della Fondazione. Il taglio del nastro è stato preceduto dalla messa al cinema Corso alla quale hanno preso parte i piccoli alunni e le loro famiglie
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