Gazzetta di Modena

Modena

Quattrochiacchiere, cura e equilibrio

di Ugo Malagoli
Quattrochiacchiere, cura e equilibrio

Riaperto al Centro Borgo un ristorante elegante che propone un menù con attente variazioni

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MIRANDOLA. Ristorante ed enoteca il “Quattrochiacchiere” nato più di diciotto anni fa dalla passione e dall'amore per il vino ed il buon cibo di una coppia di giovani intraprendenti mirandolesi, Susy Scannavini e Luca Ascari. Questa dedizione la si avverte già entrando nel locale; anzi, ancor prima di entrare: menù ed altre preziose informazioni sono esposte con grazia ed eleganza già all'esterno del locale, in galleria. Questo perché dopo il sisma 2012, il Quattrochiacchiere ha subito una chiusura forzata della storica sede nel Castello dei Pico, riaprendo dopo qualche tempo nella sede provvisoria al Centro Borgo della Mirandola in Viale Gramsci, storico “drittone” che dai vialiporta alla stazione di Cividale.

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È un grazioso ed elegante salone ben arredato, con mobili in arte povera come si addice alla tradizione delle trattoria di una volta, ma con bei tovagliati e cristalli abbinati alle varie tipologie di vino servito. Diffidate sempre delle cucine che aprono tardi o dei ristoranti che tengono la segreteria telefonica fino all'apertura.

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Non a caso Susy, regina ai fornelli, produce tutto all'interno del locale e oltre alla preparazioni che troverete nella personalissima carta, passa molto tempo sperimentando nuovi piatti e abbinamenti scegliendo con cura maniacale le migliori materie prime .Questa peculiarità contribuisce al successo del locale al quale è difficile dare un etichetta definita. Qui si può trovare di tutto e, caso raro, tutto realizzato con equilibrio cura ma senza compiacimenti o seduzioni modaiole. La continua evoluzione del menu fa sì che tornado anche di frequente le proposte siano sempre diverse con pochi capisaldi stagionali e rispetto dei palati più tradizionali.

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