Rifiuti, che stangata Aumenti da record: + 15,7% in 4 anni
Paghiamo in media 284 euro l’anno: è il top in regione Zanini (Federconsumatori) «Servono sconti ai più poveri»
Le tariffe per i rifiuti sono rincarate negli ultimi quattro anni con una velocità tripla rispetto all’inflazione a livello nazionale mentre nella nostra provincia c’è stato un raddoppio abbondante.
Modena, da questo punto di vista, ha stracciato tutti i record negativi: è la città più cara in regione assieme a Ferrara, quella con l’indice di crescita negli aumenti più alto assieme a Forlì.
Non basta? No, perché appartiene anche a quel terzo di città italiane che non ha previsto sconti per le fasce sociali meno abbienti. L’unico sconto è quello legato al compostaggio domestico, quando arriva.
A scattare la fotografia è stato il centro ricerche della Federconsumatori nazionale, guidata dal modenese Mauro Zanini. I suo collaboratori hanno scandagliato negli ultimi tre mesi i siti degli enti locali su Internet ricavando tabelle e confronti sulle 91 città capoluogo di provincia che hanno messo sul web i regolamenti con relative fasce di applicazione della Tari, ovvero la tassa rifiuti che cambia nome e quozienti. Ovviamente sempre più cari.
All’appello mancano ancora 15 città ma presto il quadro sarà completo.
Quello che salta agli occhi è il rullo compressore degli aumenti: sono sistematici, continui, inarrestabili, anche se il resto della società, dei consumi e dei redditi arretrano vistosamente. Anche i fattori di costo legati all’energia e al lavoro segnano sostanzialmente il passo, consegnando all’Istat un inflazione poco superiore al 2,2% nel’ultimo anno e dell’7% su base quadriennale: Modena invece totalizza nello stesso periodo un rincaro secco del 15,7%.
In euro che cosa significa?
«Abbiamo preso in considerazione - spiega Zanini - la famiglia tipo, genitori più un figlio, con un appartamento di 100 metri quadrati. Bene, i modenesi pagano 284 euro all’anno con un aumento di 16 euro sull’anno precedente. A Bologna pagano 277 euro come a Reggio, a Parma 260, a Forlì 276 e a Ferrara 317». Nel resto della regione gli incrementi viaggiano in media sull’ultimo anno dal 2.7% al 33,8; ma attenzione, gli incrementi maggiori sono arrivati laddove le tariffe, in precedenza, erano molto più basse.
«Quello che contesto con forza a Modena come ad altre città - conclude Zanini - è la mancanza di attenzione verso le fasce sociali più deboli. La stragrande maggioranza delle municipalità ha adottato vari criteri per gli sconti che si riferiscono alle pensioni sociali, agli indici Isee, ai nuclei monoreddito, ai pensionati. C’è una grandissima varietà di offerta nella possibilità di avere riduzioni che a volte sono anche molto consistenti.
Modena invece si limita a uno sconticino per chi ha un giardino e si registra da Hera per ottenere una riduzione se effettua il compostaggio domestico degli sfalci. No, non basta e non va bene. Bisogna spingere di più per aiutare chi oggi è sempre più impoverito ed è in difficoltà economica, a cominciare dalle famiglie dove il lavoro non c’è o è stato perso»
Saverio Cioce
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
