Sfogo di Richetti: "Il Pd nazionale non voleva la mia candidatura"
Il deputato modenese ospite di Lucia Annunziata si toglie i sassolini dalla scarpa in diretta su Rai 3
"C'era una contrarieta' totale del Pd alla mia candidatura, sia locale, sia nazionale". Matteo Richetti, deputato modenese Pd, renziano della prima ora, ha spiegato cosi', intervenendo alla trasmissione 'In 1/2 ora' su Raitre, il ritiro della sua candidatura dalle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna a poche ore dalla chiusura delle candidature. "Renzi - ha detto Richetti - mi ha detto che secondo lui era meglio che facessi altro, ma poi mi ha detto: 'decidi tu'. Ma non c'era un dirigente del Pd che mi sosteneva: se uno fa il presidente della Regione, come fa a farlo con un partito in contrapposizione? Io non mi sono voluto mettere in quella situazione". Intervistato da Lucia Annunziata, Richetti ha parlato anche della sua vicenda giudiziaria, visto che il suo ritiro e' arrivato dopo aver scoperto che era indagato. "E' stato un atto di rispetto delle istituzioni. Se rispetti le istituzioni - ha detto facendo riferimento a Bonaccini, anch'egli indagato quando si e' presentato - non ti autoassolvi. Ho avuto anche un'amarezza personale: quando e' stato condannato Errani tutti si sono stretti attorno a lui. Nei miei confronti c'era un balbettio imbarazzato".
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