Terremoto a scuola Ma per fortuna è un’esercitazione
Protezione civile, vigili del fuoco e studenti delle Lanfranco impegnati ieri in una importante simulazione di soccorso
Ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco. Unità cinofile e tende della Protezione civile. Sabato mattina frenetico per oltre settecento studenti della scuola media Lanfranco. Nessun'emergenza, solo un'esercitazione generale, orchestrata con le diverse forze dell'ordine. Alcuni ragazzi avevano già "annusato" la sorpresa quando, durante una lezione in palestra, uno studente s'è infortunato. Sul posto è arrivata un'ambulanza, ma i ragazzi avevano visto alcuni volontari già presenti.
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La maggior parte, tuttavia, sia dei giovani sia del personale scolastico ignorava ciò che sarebbe successo di lì a poco. L'allarme è scattato alle 10.30: tre squilli di campana prolungati che hanno segnalato la presenza di scosse sismiche. La prima reazione è stata quella di mettersi sotto i banchi in attesa che il "terremoto" passasse. In seguito, ragazzi e professori si sono diretti in fila indiana verso le uscite per andare nei punti di raccolta. «Andiamo verso il nostro albero», ha consigliato un insegnante. «Prendetevi per mano», ha raccomandato un'altra.
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«I ragazzi sono stati bravissimi - ha spiegato poi una docente della I B - nel lasciare la scuola. Hanno evitato il panico che può far sì che le persone vengano soffocate o schiacciate. Non si sono presi per mano perché non si conoscono bene; eppure è un gesto importante». Erano passati meno di quattro minuti dall'allarme. Nei punti di raccolta, organizzati nel cortile dell'edificio, i professori hanno fatto l'appello per controllare se qualcuno fosse rimasto all'interno. Una verifica che è stata completata grazie ai fogli con le presenze del giorno portati dalle bidelle. C'era qualcuno che mancava. Tecnici del Comune avevano già verificato l'agibilità dell'edificio, per cui sono partite le ricerche. È stato fondamentale il contributo delle unità cinofile della Protezione Civile di San Biagio (San Felice) per ritrovare lo "sfortunato". Un collaboratore scolastico che, nella finzione, era rimasto sotto le macerie. Un truccatore del 118 gli aveva posto del finto sangue in testa e nelle braccia, dove c'era qualche livido. L'ha ritrovato una cagnolina con il suo conduttore, poi sono giunti i soccorsi. «Ho saputo della simulazione solo stamattina», ha raccontato il collaboratore scolastico, Giancarlo Bleve, prima che gli mettessero un collare.
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È stato quindi trasportato in barella nella maxi-tenda allestita dalla Protezione Civile, mentre alcuni genitori visitavano la zona. «Servono circa due anni per addestrare un cane - ha spiegato Manuela Bizzarri, volontaria che coordina l'unità di San Biagio - ma la parte più difficile riguarda il conduttore. Può tendere a sostituirsi all'animale nella ricerca o farsi prendere dal nervosismo. I cani per essere addestrati devono essere socievoli e sotto controllo». Nel frattempo, all'esterno erano giunte tre ambulanze e squadre dei vigili del fuoco. Mentre le "cure mediche" erano in corso, i pompieri controllavano eventuali danni strutturali. Dopo le verifiche statiche, gli alunni sono rientrati nelle classi a eccezione della III R. Quest'ultima s'è diretta con un pullman Seta in via Panni.
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Qui la Protezione civile aveva allestito tre tende ministeriali per offrire assistenza agli sfollati, indirizzati da una segreteria creata ad hoc. La polizia municipale ha gestito la viabilità d'emergenza, fino a quando i mezzi delle forze dell'ordine non hanno concluso l'esercitazione, svoltasi in raccordo con la Prefettura. «È un'esperienza che si ripeterà - ha dichiarato Pier Giuseppe Mucci, dirigente della Protezione civile modenese - e da cui nascerà un video che può essere utile a tutti. Non c'è stato panico. Non siamo a Osaka, ma dobbiamo essere pronti a tutto».
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