Gazzetta di Modena

Modena

carpi

A Giorgio Fontana il premio Loria

A Giorgio Fontana il premio Loria

Consegna nell’ambito della Festa del Racconto che ha chiuso triplicando le presenze di pubblico negli incontri ospitati nelle Terre d’Argine

4 MINUTI DI LETTURA





di Valeria Cammarota

CARPI. È Giorgio Fontana, autore di “Morte di un uomo felice” il vincitore del premio Loria 2014. La consegna è avvenuta ieri pomeriggio a conclusione della Festa del Racconto nel cui ambito è stato inserito anche il conferimento del premio. Una vittoria importante, in una sfida che ha avuto come partecipanti cinque finalisti: Ermanno Rea, Walter Siti, Fabio Geda, Monica Pareschi oltre a Fontana. Giorgio Fontana, 33 anni, si è aggiudicato il mese scorso la 52esima edizione del premio Campiello, proprio con il romanzo “Morte di un uomo felice” (Sellerio). Un risultato ottenuto grazie ai 107 voti su 291 giunti dalla Giuria Popolare dei Trecento Lettori Anonimi.

Chi è Giorgio Fontana: quando e come ha iniziato a scrivere?

«Sono laureato in filosofia, vivo a Saronno e lavoro in un’azienda di software. Ho iniziato a scrivere quando avevo circa 17 anni, ma non ho conservato nessuno dei miei primi scritti: obiettivamente erano bruttissimi».

“Morte di un uomo felice” è ambientato in un periodo storico particolarmente complesso, gli anni '80 del terrorismo. Cosa l'ha spinta a questa scelta?

«Non è stato tanto il periodo in sé ad attrarmi, quanto piuttosto il personaggio - il magistrato Giacomo Colnaghi - che avevo già tracciato nel romanzo precedente, “Per legge superiore”. Al termine della prima parte di quello che considero un dittico non riuscivo a togliermi dalla testa il personaggio, che portava in sé potenzialità narrative e di pensiero interessanti e suscettibili di approfondimento. In “Morte di un uomo felice” ho, poi, aggiunto la controstoria del padre partigiano, accrescendo la complessità di quello che è divenuto il protagonista del romanzo».

A quali fonti ha attinto per ricostruire gli anni del terrorismo e quelli della Resistenza nei quali visse il padre del protagonista? Ha avuto paura di commettere errori?

«Tantissima paura. Per questo mi sono documentato come un pazzo. Ho esaminato tutta la letteratura al riguardo: articoli di giornale, archivi, persino i comunicati di rivendicazione dei brigatisti. Per quanto riguarda il partigianato, oltre che dai documenti, ho attinto da fonti anche orali, come ad esempio i racconti di mio nonno».

Ha affermato che il suo romanzo può essere letto in molti modi (un libro sulla giustizia, un romanzo storico), ma che per lei è principalmente la storia di un padre e di un figlio.

«Si tratta di un romanzo che è possibile leggere e interpretare su tanti e diversi livelli: volevo scrivere un romanzo privato, esistenziale ed entrare nel cuore di una famiglia, raccontare con delicatezza la complessità del rapporto tra un figlio e il padre che non ha mai conosciuto».

La accostano a Sciascia: cosa pensa di questo paragone?

«I miei romanzi si inseriscono nel filone della denuncia civile e dell’intreccio giudiziario, ma rispetto a Sciascia il mio è tutt’altro livello di scrittura. È un accostamento che mi fa piacere, ma che non sento mio».

Quali sono le sue letture preferite?

«Sono tantissime e diverse tra loro. Il mio scrittore di riferimento è certamente Kafka, che leggo e rileggo ciclicamente. Inoltre amo la narrativa mitteleuropea e nordamericana, Milan Kundera, i narratori francesi - Proust, Flaubert - e la saggistica. Senza contare l'amore per i fumetti, di cui sono davvero appassionato».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10064325:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.10064325:1649995717/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A parte la cerimonia di consegna del Loria anche l’ultima giornata della Festa del Racconto ha messo a bilancio un successo che è andato oltre le più rosee aspettative. La nona edizione della manifestazione infatti si è chiusa dopo quattro giorni durante i quali il pubblico di piazze e teatri dei quattro Comuni delle Terre d'Argine ha visto avvicendarsi cinquanta tra scrittori, musicisti, attori e registi, pittori e disegnatori, per un totale di trentacinque eventi a partecipazione completamente gratuita.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10064321:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.10064321:1649995717/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Da Fulvio Ervas a Paolo Rumiz, da Licia Maglietta ad Alessio Boni, da Francesco Alberoni a Raffaele Morelli è stato davvero ricco il carnet di grandi nomi della letteratura, del teatro e della musica che ha garantito il pieno di pubblico ad ogni singolo evento. Complice anche il bel tempo, oltre che la ricchezza degli eventi in programma, la manifestazione ha triplicato le presenze rispetto all'anno passato confermando la sua validità e l’importanza della sua prosecuzione a un livello sempre maggiore di qualità e quantità dell’offerta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google