Borse di studio in memoria di don Dorino consegnate a dieci studenti meritevoli
Si è tenuto l'altra mattina nell'aula magna del polo scolastico, gremita di studenti, la sedicesima edizione della consegna delle borse di studio alla memoria di “Don Dorino Conte”, riservate agli...
Si è tenuto l'altra mattina nell'aula magna del polo scolastico, gremita di studenti, la sedicesima edizione della consegna delle borse di studio alla memoria di “Don Dorino Conte”, riservate agli studenti più meritevoli dell'Istituto Ipsia Don Magnani (nella foto). Ogni anno, l'associazione “Don Dorino Conte” ricorda il sacerdote che negli anni '50 diede vita all'Acal, la prima scuola professionale di quello che poi sarebbe diventato il distretto ceramico sassolese. Alla cerimonia hanno presenziato i sindaci di Sassuolo, Fiorano, Montefiorino e Casalgrande; gli assessori di Formigine e Castellarano; l'assessore provinciale Egidio Pagani; il comandante della Guardia di Finanza di Sassuolo Federico Salvatore, oltre ai parroci Giovanni Rossi, Ulderico Palazzi e Achille Lumetti.
Alla manifestazione erano presenti anche Francesco Bergami, Franco Vantaggi e Andrea Serri di Confindustria Ceramica, associazione che ha contribuito alla riuscita della manifestazione.
Fra i tanti imprenditori anche Franco Stefani, fondatore della System. Ivanno Frascari, presidente dell'associazione, ha ricordato la figura di don Conte e la valenza della scuola nel tessuto imprenditoriale del territorio. Sono stati premiati gli studenti Niasse Asse di Castellarano; Edoardo Leoni, Mario D'Altiero e Aliay Amarildo di Sassuolo; Faouzi Zakaritya, Elarchani Youssef e Loris Ninno di Casalgrande; Giuseppe Sette di Fiorano; Davide Franchini di Maranello e Narco Donadelli di Montefiorino. Inviato dal suo vescovo a Sassuolo, nel quartiere Borgo Venezia e Ancora, don Dorino aprì una chiesa in un capannone offerto da Marazzi, con lo scopo di creare una parrocchia. Don Dorino mostrò subito una forte sensibilità nei confronti dei tanti ragazzi che, abbandonati precocemente gli studi, trascorrevano le giornate per strada senza un avvenire. È a questi ragazzi che dedicò le energie, creando per loro un lavoro e nel 1952 una scuola, appunto l’Acal. (a.sc.)
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