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Don Rossi: «Aiutare subito le vittime di questa crisi»

Alfonso Scibona
Don Rossi: «Aiutare subito le vittime di questa crisi»

Il sacerdote dell’Unione pastorale: «Non ho ricette economiche da proporre Possiamo però concertare con la Caritas le azioni di aiuto per chi è in difficoltà»

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«Si sente molto la differenza tra Sassuolo e Bagnolo, dove ero prima. Sono due realtà molto diverse, sono passato da un Comune ad una città con 40 mila persone, e soprattutto questo è il passaggio che mi fa essere il responsabile di questo primo passo che la chiesa sta facendo nella realtà di Sassuolo con l'inizio di questa Unità pastorale che coinvolge le tre parrocchie di San Giorgio, Sant'Antonio e San Giovanni Newmann». Dopo meno di venti giorni dal suo arrivo in città, don Giovanni Rossi ha ancora negli occhi il grande bagno di folla in duomo per la sua prima volta in città. «Non per ingraziarmi i sassolesi – conferma - ma ho ricevuto una bella e calorosa accoglienza. Gente che saluta per strada, gente che ha ancora voglia di accompagnarmi in questa avventura che di fatto è anche per noi abbastanza nuova insieme ai parroci esistenti don Tullio, don Romano, don Erio, don Bruno e don Ruggero, che rimangono qua nel Sassolese, a traghettare queste tre realtà che hanno lavorato fino ad oggi divise, verso un orizzonte sempre più comune». «Insieme a me è arrivato anche don Carlo Menozzi, che con me è responsabile di questa unità pastorale, anche se la sua competenza riguarda in modo particolare il mondo giovanile e del catechismo; lavoriamo sempre insieme, ma il desiderio è quello di dedicare la "spesa" e l'impegno che la diocesi ha messo, offrendo altri due sacerdoti relativamente giovani, per una realtà così importante come quella di Sassuolo, la pastorale giovanile e quella delle famiglie». Sassuolo è una città con tanta gente che lavora ma cresce il popolo dei disoccupati. «Le prime indicazioni di don Romano, confermate dal sindaco Pistoni – asserisce – dicono che Sassuolo è una città ricca e industrializzata, con eccellenze che l'hanno resa famosa nel mondo. Purtroppo la crisi colpisce anche questi territori che sono sempre stati abbastanza sereni. È chiaro che questa crisi lavorativa ed economica coinvolge la famiglia e i giovani e come Chiesa non possiamo essere indifferenti; non abbiamo le ricette per l'economia, ma possiamo cercare di aiutare chi si trova in situazioni di difficoltà in modo che non si senta solo». Alla sua porta sono già venute a bussare diverse persone. «Credo sia importante concertare le azioni anche della Caritas; insieme al vicario don Sergio Pellati. che su questi temi è molto attento, cercheremo di organizzare l'assistenza caritativa in modo che diventi anche un sostegno di ricerca nell'attività di lavoro e di promozione umana, aiutare le persone a riscattarsi da questa situazione di crisi».

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