Invalido, niente sussidio dopo l’indennità
Roberto Monzoni, 51 anni, perde la borsa lavoro di 400 euro del Comune dopo un contributo di 280
«Mi hanno tolto tutti gli aiuti: il sindaco mi dia una mano».
È la storia di Roberto Monzoni, invalido civile che due anni fa si era rivolto ai servizi sociali. Roberto vive in un vecchio camper usato con una pensione di 280 euro al mese. «Quando hanno accolto la mia domanda per la pensione d’invalidità ho omesso di comunicare il fatto ai servizi sociali - ha raccontato - il 15 agosto mi hanno tolto tutto, compreso la borsa di 400 euro per un piccolo lavoro che facevo».
Risiede a Modena, ma è nato a Castelvetro 51 anni fa. Da due non può più svolgere lavori pesanti. «Circa due anni fa mi hanno operato al cuore - spiega Roberto - e mi hanno sostituito la valvola mitrale».
Un’operazione che, secondo studi americani di specialisti (Otto e Bonow, 2012), comporta un rischio di mortalità compreso fra il 3% e il 9%. L’operazione è andata bene, ma la sua vita è cambiata.
«Da quel momento posso svolgere solo i lavori leggeri - aggiunge - Prima ero metalmeccanico ma ho dovuto smettere. Ho seguito un corso di grafica web e mi sono iscritto a un ufficio di collocamento». Intanto cominciava a presentarsi la questione delle spese da sostenere. «Mi sono rivolto ai servizi sociali - continua, che ieri ha lanciato un appello in tv nella trasmissione ‘Indignato Speciale’ del Tg5 - per far fronte alle spese d’affitto. Per un periodo mi hanno aiutato, dandomi trecentocinquanta euro per pagare una camera d’affitto. Nel frattempo, ho fatto la domanda per la pensione d’invalidità civile: ho avuto un punteggio del 75% e, come da legge, mi è arrivata una pensione di 280 euro al mese». Però non ha comunicato la notizia ai servizi sociali e da allora il sussidio statale è divenuta la sua unica fonte di guadagno.
«La pensione mi è arrivata un anno e mezzo dopo - ha aggiunto Roberto - Non l’ho comunicato e mi hanno tolto tutto proprio a Ferragosto. È vero che ho la pensione, ma ho bisogno anche degli aiuti dei servizi sociali».
Da quel giorno Roberto ha iniziato bussare alla porta del Comune ma con risultati zero.
«Ho scritto tantissime mail. Ho ricevuto solo una risposta, dall’assessore Maletti che conservo ancora; mi ha detto che il contributo mi è stato tolto per mancanza di trasparenza. Mi ha consolato dicendo che è una situazione difficile e mi ha consigliato di rivolgermi ai servizi sociali che però non mi ricevono».
Mentre lo stallo continua, le spese non cessano. «Per fortuna che ho un camper - ha concluso Roberto - altrimenti sarei in mezzo a una strada. Mi appello al sindaco Muzzarelli perché si faccia da tramite con i servizi sociali».
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