«Se Richetti si è ritirato lo ha fatto in autonomia»
Il coordinatore della segreteria cittadina Andrea Bortolamasi replica alle critiche: «Nessuno nega posizioni diverse e problemi, ma risolviamoli insieme»
«Normale avere posizioni diverse, con Richetti mi auguro che ci sia modo di correre per uno stesso obiettivo, la vittoria del Pd alle prossime elezioni regionali».
Risponde così Andrea Bortolamasi, braccio destro di Stefano Bonaccini e coordinatore della segreteria cittadina, alle accuse di Matteo Richetti, che domenica aveva detto chiaramente come il Pd si sia schierato contro la sua candidatura: «Se avere il supporto di decine di amministratori dei territori e portare, a sostegno della propria candidatura, firme di consiglieri regionali, sottosegretari, vuol dire avere tutto il partito locale e nazionale contro, probabilmente diamo interpretazioni diverse, della parola “contro”. Eviterei di giocare a chi è più “contro”: quando ci si candida, ci si candida per e non contro, ci si candida con un progetto inclusivo: le primarie sono uno strumento aperto se Richetti ha deciso di ritirarsi, lo ha fatto in totale autonomia».
Bortolamasi non nasconde le difficoltà: «Premesso che abbiamo, come classe dirigente, tutti, responsabilità, è innegabile che ci siano problemi: il Pd, però, lo si cura e lo si aiuta a crescere lavorando insieme, non lasciandosi andare a dichiarazioni fuori posto e fuori tema: l'avversario si chiama destra, si chiama M5S. La sindrome del nemico interno la lasciamo ad altri: per chi si vuole impegnare per il futuro della nostra Regione, le porte saranno sempre aperte, ma lasciamo fuori dietrologie, sfoghi e rancori. Questo i nostri elettori non ce lo perdonerebbero mai. Va fatta una riflessione, sul ruolo del Partito: la riflessione la si fa negli organismi dirigenti, dove Richetti è presente, e non in un programma televisivo».
Le faide interne non appassionano Bortolamasi: «Per un nativo Pd, come il sottoscritto, devo dire che le parole usate nell'intervista mi hanno colpito, in maniera negativa: rimaniamo, pur con tutti i nostri difetti, l'unico partito popolare, di massa, in un contesto che vede la dissoluzione di tutte le forme novecentesche di partito. Un po' di orgoglio in più, non guasterebbe: c'è una generazione che è ormai stanca di questi posizionamenti interni, di queste continue schermaglie che non fanno altro che allontanarci dalla politica. Lo ribadisco: in una fase così delicata, dal punto di vista sociale ed economica c'è una certa stanchezza. Le porte sono aperte a chiunque voglia dare una mano, però fare politica con un po' meno rancore non guasterebbe. Sulle primarie non ho dubbi. È inutile nasconderlo, molto spesso servono a risolvere problemi interni, per non dire di peggio. Bisogna però avere il coraggio di dire che le primarie, ci servono per contaminarci, per aprirci, ma non devono diventare un totem intoccabile e soprattutto non dobbiamo abusarne: non sono la panacea di tutti i mali, ma servono, se usate con raziocinio, a rafforzare il partito. Penso sia irrispettoso nei confronti delle migliaia di cittadini emiliano-romagnoli, di Balzani e di Bonaccini dire che non c'è stata nè proposta nè competizione: invito Richetti a leggere i documenti e gli spunti programmatici, che pur in pochissimo tempo, sono stati prodotti da tutti. E sono convinto - chiude Bortolamasi - che Richetti lavorerà per il bene del partito, che è quello di vincere le elezioni». (d.b.)
@dvdberti
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