Sisma.12 «Un circo, non ci stiamo»
Il comitato terremotati: «Con questa politica nulla da spartire, niente lista»
Lo definiscono un “circo” e a loro non va di venire ammaestrati per una poltrona. La corsa alle Regionali perde, ancor prima di partire, Sisma.12, il comitato di terremotati e alluvionati che per un mesetto ha provato a trasformarsi in lista elettorale. Le difficoltà erano evidenti, non ultima quella di trovare attivisti veri per tutto ciò che concerne l’organizzazione burocratica, ma sono soprattutto le dinamiche politiche ad aver inciso sul cambio di strategia. La mina vagante ammaina la bandiera, ma non si chiama fuori, anzi già punzecchia Bonaccini.
«Quando, a fine agosto, abbiamo annunciato la nostra decisione di presentarci alle regionali - scrive Sisma.12 - ci siamo in qualche modo sentiti in dovere di spiegare che il modello partecipativo al quale ci ispiriamo e la richiesta di voto (di una delega) conseguente alla nostra presentazione erano solo apparentemente in contraddizione perché quello che a noi interessava era il percorso da fare come ulteriore momento di aggregazione e, perdonerete se ci citiamo, “.. o il Comitato è un momento di aggregazione o, semplicemente, non è”. Lo spettacolo al quale siamo stati costretti ad assistere fino ad oggi (dalla vicenda delle primarie alle estromissioni “punitive” ai salti della quaglia di singoli o di interi raggruppamenti ansiosi di riposizionarsi per riuscire ad ottenere un qualche sgabello) ci ha convinto che due anni e mezzo di coerenza non sarebbero bastati per differenziarci nettamente da questo circo, in cui si è definitivamente perso il significato di Politica intesa come governo della res publica, attuato per il bene di tutti i cittadini. Per cui Sisma.12 se ne chiama fuori ufficialmente».
E sul terremoto ecco la punzecchiatura a Bonaccini, che aveva detto: “Il problema principale della Regione per l’erogazione dei fondi è la burocrazia e se sarò eletto sarà mio impegno sveltire le pratiche per sbloccare risorse destinate alla ricostruzione”. «Bonaccini denuncia la cattiva gestione della ricostruzione fatta da Errani, Muzzarelli e dai sindaci che l’hanno appoggiato in massa nelle primarie, visto che la burocrazia è legata alle 300 ordinanze regionali. Ci piacerebbe tanto che Bonaccini facesse meno “il vago” ed entrasse nel merito, spiegando ai cittadini che cosa farebbe in concreto per velocizzare le pratiche; così, giusto per capire se effettivamente sa di cosa sta parlando. E magari potrebbe farlo in un confronto pubblico». (f.d.)
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