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In alto i calici! Il lambrusco brinda ad un’altra buona annata

di Laura Benatti
In alto i calici! Il lambrusco brinda ad un’altra buona annata

La raccolta è entrata nella fase finale e la quantità registrerà un calo inferiore solo del 10% Livello qualitativo nella media. Ottomila gli ettari coltivati a vigneto e export sempre a gonfie vele

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La vendemmia è ormai ad uno stadio avanzato, e si possono iniziare a fare bilanci: per molti vitigni la raccolta è già terminata, mentre per altre varietà di uve, più tardive, è stato comunque superato il 50% della raccolta. Tecnici e vignaioli sono ancora molto cauti nel fare previsioni, ma secondo la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) quest'anno in Italia si produrranno tra i 41 e i 42 milioni di ettolitri di vino e mosto, a fronte della media quinquennale (2009-2013) di 44,9 milioni di ettolitri. Il Veneto si conferma la regione più produttiva (con una media prodotta di vino negli ultimi tre anni di 8.533.000 ettolitri) seguita dall'Emilia Romagna (con 6.708.000 ettolitri).

Le buone temperature ed il tempo prevalentemente soleggiato di settembre pare abbiano salvato in extremis la vendemmia 2014, allontanando almeno in parte le preoccupazioni legate alle piogge ed al maltempo dell'estate, che potevano far presagire pesanti cali nella produzione, rispetto allo scorso anno, sia nella quantità che nella qualità delle uve.

Secondo la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) della nostra provincia, le stime per quanto riguarda la vendemmia del 2014 confermano una produzione media di uve lambrusco inferiore del 5%, tenendo conto anche delle grandinate estive che si sono verificate nelle zone produttive del Lambrusco di Sorbara: su questo vitigno il calo sarà maggiore, attestandosi attorno al 12%.

Inoltre, sempre dai rilievi effettuati dalla Cia, si può ipotizzare per il Pignoletto coltivato nelle zone fra Modena e Bologna una flessione produttiva del 5% rispetto all'anno scorso. I cali nella nostra provincia ci sono stati, dunque, ma non così pesanti come si temeva, e come del resto è avvenuto a livello nazionale, dove la produzione complessiva si stima sia infatti diminuita del 20%.

A livello qualitativo, per i vini del nostro territorio dovrebbe essere un'annata nella media, seppur con gradazioni alcoliche inferiori, dovute al minore livello zuccherino delle uve.

Nella nostra provincia sono coltivati a vigneto circa 8.000 ettari di terra, e la vendemmia del 2013 aveva raggiunto quota 1.437.289 quintali, per una produzione lorda vendibile di oltre 53 milioni di euro. Nella nostra provincia la viticoltura interessa 3.700 aziende agricole, e circa il 90% della superficie totale coltivata a vigneto è costituita da vitigni Lambrusco, principalmente Sorbara, Salamino di Santa Croce, Grasparossa di Castelvetro e Lambrusco dell'Emilia. La maggior parte dei vigneti è iscritta alle Doc e alle Igp, che nel territorio della nostra provincia sono così suddivise: 1.270 ettari per il Lambrusco di Sorbara, 1.542 ettari per il Lambrusco Salamino di Santa Croce, 1.194 ettari per il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, 585 ettari per il Lambrusco di Modena, 2.903 ettari per il Lambrusco dell'Emilia (ultimi dati provinciali disponibili, riferiti al 2012).

In Emilia Romagna con la denominazione Igt Emilia (Indicazione geografica tipica) vengono prodotte 125 milioni di bottiglie l'anno, a cui si aggiungono 35 milioni di bottiglie di Lambrusco di Modena Doc (Grasparossa, Sorbara, Salamino). Il Pignoletto, vitigno bianco, è coltivato su di una superficie di oltre 830 ettari da Modena fino ad Imola per una produzione di circa 58 mila ettolitri.

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