«La nostra città è cara»: nel mirino tasse e servizi
Confesercenti: «I prezzi calano, ma tributi e crisi del lavoro riducono i redditi» I cittadini: «La Tasi è troppo pesante, il Comune deve concedere le detrazioni»
A settembre 2014 il Nic ( l’Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività), diminuisce dello 0,3% rispetto ad agosto e dello 0,1% su settembre 2013. Sono dati dell’Istat (l’Istituto nazionale di statistica), e di conseguenza indiscutibili. Ma se i prezzi calano perché nella nostra città sono in tanti a tirare la cinghia (si veda ad esempio il boom dei discount alimentari)? È forse un problema della nostra città che da sempre ha la nomea di essere “cara” rispetto ad altri territori vicini? «Il punto - spiega Massimiliano Silingardi, Confesercenti - è che è calato notevolmente il reddito delle famiglie a causa di problemi di lavoro e di un’imposizione fiscale da record».
«Carpi è una città carissima - commenta Giulio Manicardi, pensionato di recente - pensi che nel 2007 per l’Ici spendevo circa 400 euro mentre oggi, per colpa del Comune di Carpi che non concede detrazioni per i figli a carico, ne spendo oltre 700 di Tasi. Così in tasca restano meno soldi da spendere e vivere nella nostra città diventa sempre più caro».
C’è anche il problema salute che grava sulla capacità di spesa. «Se ti ammali - dice Luciano Arletti, pensionato e noto fotografo di scorci di Carpi - e hai bisogno di cure urgenti (ma che per l’Usl non sono tali, ad esempio le cure fisiatriche o il dentista), la tua pensione si riduce di tanto e allora anche andare a fare la spesa diventa un problema».
«Carpi - dice Rita Frigieri, titolare dell’omonima profumeria - ha negozi per tutte le tasche, forse il problema vero sono gli affitti, molto cari per tante famiglie».
«Negli anni ’60 - commenta Paolo Ricchi - le famiglie uscivano il sabato per lo shopping. I negozi di piazza erano pieni, c’era un clima festoso. Adesso per molti carpigiani i prezzi delle rivendite del centro sono proibitivi. Io dico che bisogna guardare alla Germania: autostrade gratis, servizi pubblici al top e stipendi che sono quasi il doppio di quelli italiani». «Servizi discutibili - aggiunge Gian Carlo Forghieri - e tasse altissime: per questo Carpi è cara. Il Comune spende troppo per aiutare le famiglie straniere senza lavoro. Non dovrebbero essere i loro Paesi d’origine a sostenerli economicamente?».
«La nostra città - dice invece l’avvocato Saverio Asprea - gode di un buon rapporto tra qualità dei servizi e costo della vita. Certo in certe regioni, ad esempio in Puglia dove mi capita di andare, per vivere si spende un 30% in meno».
«Per quanto mi riguarda - dice Geremia Simone, titolare dell’omonima pizzeria - sono almeno 4 anni che non aumento il costo della margherita fermo a 4 euro. Certo al sud costa meno, ma anche gli operai costano meno».
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