Picchetto di autonomi blocca sfratto esecutivo
Esponenti dei centri sociali si radunano in soccorso di un inquilino moroso che però ha lavoro e stipendio fisso. Ufficiale giudiziario e polizia desistono
Ore di tensione ieri mattina davanti a una palazzina in via Puccini. Un gruppo di autonomi dei centri sociali e alcuni studenti si sono radunati davanti al portone per impedire che avvenisse lo sfratto esecutivo di un inquilino moroso. I manifestanti sono riusciti nel loro intento qualche ora dopo, quando l’ufficiale giudiziario e la polizia hanno desistito rinviando l’azione. La controparte lamenta l’intromissione in una vicenda che sarebbe molto diversa da quella presentata: l’inquilino non pagava né affitti né spese condominiali pur avendo lavoro e stipendio fisso.
Si chiama Alal l’extracomunitario “soccorso” dagli autonomi dello Sportello Sociale che si occupa di persone sotto sfratto o in difficoltà a pagare le bollette. Ieri è stato “aiutato” con un picchetto dai manifestanti rimasto per tutta la mattina davanti all’ingresso per contrastare lo sfratto esecutivo disposto dal giudice. Nello stesso tempo, accanto ai manifestanti si sono radunati cinque agenti della Digos e due pattuglie della Squadra volante della Questura. L’ufficiale giudiziario si è presentato in tarda mattinata, ma ha dovuto desistere dall’eseguire l’ordine del Tribunale e anche la polizia si è ritirata.
Se i manifestanti cantano vittoria, è preoccupato l’avvocato Fabrizio Prampolini che assiste il proprietario dell’appartamento: «I manifestanti sono stati molto arroganti. Poco dopo che la polizia se ne era andata hanno telefonato ben due volte nel mio studio pretendendo di sapere quando ci sarà il secondo tentativo di sfratto. Vorrei ricordare che l’inquilino colpito dal provvedimento del giudice ha lavoro e stipendio fisso; eppure da molti mesi non paga né l’affitto né le spese condominiali. Ha anche detto di essersi interessato per la casa popolare, lasciando capire che conosce i suoi diritti. Eppure resta lì. Ora il proprietario si trova a costretto a pagare i suoi debiti al condominio per evitare ingiunzioni legali. Così non va. E lo dico con un’esperienza di 25 anni di sfratti, assistendo entrambe le parti».
Il giudice ha deciso lo sfratto esecutivo in aprile. Alal ha avuto tempo per saldare i debiti e non lo ha fatto. Ieri è quindi avvenuto il primo tentativo al termine di una pratica veloce. I tempi a Modena sono infatti decisamente più lunghi. Secondo gli ultimi dati, poi, nel 2013 in tutta la provincia i nuovi sfratti esecutivi per morosità sono saliti a 1181 contro i 993 del 2012, in aumento quindi dopo il calo che aveva seguito il picco di 1273 sfratti nel 2011.
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