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Scuola d’inglese made in Modena

Scuola d’inglese made in Modena

Nasce “Joky English”, un nuovo metodo per imparare la lingua divertendosi

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In tempi di crisi le capacità abbinate alla fantasia sono un talento da sfruttare con coraggio e determinazione. È così che una ragazza modenese di 36 anni ha costruito la sua scuola di inglese, con un metodo tutto suo ma accreditato dei migliori standard internazionali.

Lei, Nicoletta Iavarone, è ora insegnante e giovane imprenditrice di successo con Joky English, la scuola aperta in via Cattaneo: «Questo progetto nasce dalla passione prima per la lingua inglese e poi per l'insegnamento. E un forte desiderio di autonomia, decisionale ed operativa. Di fare le cose come piacciono a me e come mi sembra meglio farle, assumendomi il rischio di errori e fallimenti. Così, nonostante il difficile momento sociale ed economico, in cui tutti gli elementi erano contrari al mettersi in proprio, non ho potuto fare altro che buttarmi in questa avventura».

Dopo la laurea ed alcune esperienze all'estero ha conseguito le certificazioni internazionali, prima quella americana TOEFL (Test of English as a Foreign Language) poi quelle rilasciate dall'Università di Cambridge, CAE (Cambridge Advanced English) ed il successivo CPE (Cambridge Proficiency English) e CELTA (Certificate for Language Teaching to Adults). Poi le certificazioni per insegnare ai bambini giocando, English is Fun! Ma l’approccio è tutto nuovo: «Di scuole di inglese - spiega Nicoletta - insegnanti, madrelingua, ce ne sono tanti: quello in cui vorrei differenziarmi è innanzitutto l'approccio. Tanto per cominciare non condivido chi crede che insegnare sia trasmettere nozioni. Per me l'insegnamento è molto di più. Ci vogliono rispetto dei tempi di apprendimento dell’allievo e fiducia nelle sue potenzialità e nelle sue capacità, pazienza, perseveranza. Bisogna saper motivare, incuriosire, stimolare, sollecitare lo studente perché sia lui il centro della lezione. Sapergli dare e trasmettere affidabilità, ascoltare i suoi bisogni e cercare di offrire soluzioni. Un metodo non può essere universale. A chi chiede sempre e solo il madrelingua vorrei tanto rispondere che conoscere la lingua non è sufficiente. Se bastasse quello, saremmo tutti insegnanti, ognuno della propria lingua».

Per Nicoletta Iavarone l’inglese è vita: «Cos'altro dire? Che ho creato la mia piccola scuola mettendoci una parte di me, che spero di trasmettere a chi la frequenta. Un'attenzione speciale ai bambini, che possono imparare divertendosi in un ambiente colorato e su misura per loro». Good job.

Davide Berti

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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